Mai avrei potuto immaginare di andare al Pinguinos!


Mai avrei potuto immaginare di andare al Pinguinos!
Con le lacrime agli occhi, tempo fa, lessi il reso conto di Max del primo Pinguinos Scoo 2009 e con altrettante lacrime agli occhi, dalle risate questa volta, ascoltai i loro racconti una sera in clubhouse. 
Da allora ho iniziato a sentire una vocina nel cuore che diceva “anche io un giorno andrò al Pinguinos!”
E prima di Natale la telefonata del Faina che mi dice che con altri Scoo si stavano organizzando per andare al Pinguinos ed io senza che nessuno mi avesse invitato ho detto “vengo anche io”! 
Alla fine per problemi vari e di lavoro siamo rimasti noi due, due folgorati come ci dice affettuosamente 1/2 litro! 
Faina è sicuro di se, sente di potermi portare e di affrontare il viaggio da solo senza avere nessuno che in caso di necessità gli desse una mano, anzi due perché una gliela posso dare anche io! 
Preparativi emozionanti , raccolta di informazioni basilare, Max, Gianni, il Did e mio fratello ci saranno preziosi in questa avventura e noi con tanto entusiasmo e gioia nel cuore! 
Non vedevamo l’ora e finalmente arriva mercoledì pomeriggio esco di corsa da lavoro, finiamo di caricare Gozzilla ed iniziamo il nostro viaggio, i nostri primi 300 Km direzione Civitavecchia dove ci saremmo imbarcati per Barcellona !
A Corridonia fa un caldo bestiale ma indosso tutto l’occorrente perché non c’è posto dove metterlo! Brutti brutti i primi 30 km, avevo caldo ed ero costretta in un guanto, quello destro, che non uso mai portare (sbagliando) neanche d’inverno perché mi sento impotente ma cerco di domare la mia mente e guardare oltre, pensare solo al viaggio e alla meta!
A Colfiorito si gelava ma non mi preoccupo e penso ad iniziare a temprarmi perché là in Spagna la temperatura sarà sempre intorno allo zero! Senza nessuna difficoltà arriviamo al porto , convalidiamo i biglietti e ci fanno entrare in un parcheggio con tante moto cioè una moto sempre la stessa il GS. C’è anche una Multastrada caricata a dovere sulla sella del passeggero con 3 casse d’acqua ed io penso “boh”! Mi diverto da morire quando i giessisti iniziano a spizzicarsi con il Ducatista ed anche io ne avrei avute da dirne ma li guardo, ascolto e ne resto fuori pensando “poi sulla nave ci faccio amicizia”.
Noi i più piccoli, con l’antipioggia giallo forforescente ma credo che da lontano splendevano molto di più i nostri occhi! 
Finalmente ci dicono che possiamo salire sulla nave, salutiamo Gozzilla ed andiamo verso la nostra cabina. Ci togliamo la “divisa” da motociclisti che i palombari ci spicciano casa ed andiamo alla scoperta della nave, di motociclisti con cui scambiare due chiacchiere!
E niente non facciamo in tempo ad entrare nella sala bar che ci chiamano, ci indicano “ci sono gli Scoordinati!”. Sento le farfalle salire dallo stomaco fino ad uscire dalla bocca mostrando un sorriso a 46 denti! Ci si avvicina anche Salvatore Varallo che vuole farsi una foto con noi e solo dopo scopriremo che è un caro Amico della nostra Andreina! In tutto questo, sempre in linea diretta whatsapp con Max e Gianni che vivranno tutto il viaggio con noi! Continuiamo a girare, vedo la sala giochi entro di corsa e trovo proprio quello che speravo di trovare “le moto”! Scatta la sfida Scricciolo contro Faina e mi dico “impegnati che questa è l’unica che potrai mai vincere!” Detto, fatto non vinco la corsa ma batto Er mitico Faina! 
Siamo stanchi, anche perché in quel giorno Faina non si è fatto solo 300 km verso Civitavecchia ma altrettanti da Roma a Corridonia quindi decidiamo di andare a dormire! Il giorno dopo sempre più entusiasti ci alziamo, facciamo colazione ma io mi sento confusa, mi gira la testa e non riesco a stare in piedi! Porcammerda mare mosso! Primo pensiero rivolto al Did , ce lo aveva detto, se ci fosse stato mare mosso non saremmo scesi dalla nave tanto freschi per fare tanti km! Ma fortunatamente è solo un problema mio, Faina duro uomo siciliano di mare non accusa niente! E così fino allo sbarco staremo rintanati in cabina! Finalmente ci danno il via libera per andare a prendere Gozzilla e saremo gli ultimi ad abbandonare la nave, non come quella m…. di Schettino!
Barcellona, vedo solo mare e porto ma vedo che tutti i motociclisti davanti a noi ad una rotonda vanno a destra ma Faina no, lui va a sinistra! Rimango perplessa un attimo il tempo di pensare “ma d’altronde io lo adoro per questo, dritto per la sua strada, seppur sbagliata, senza curarsi di quello che fanno gli altri”.
Arriviamo ad una sbarra chiusa, attendiamo che l’omino nel gabbiotto finisca di parlare al telefono e ci rivolga la parola ed ora un colpo al cuore, Faina esordisce così “ disculpa por A dos?” Mi è salito uno Jorge Lorenzo intriso di Marquez , Elias, Barbera , Bautista reminiscenze di Gibernau che volevo scendere dalla moto e vomitare! No non lo potevo proprio sentire il Faina che parla spagnolo! Vabbè respiro, rido e mi innervosisco dolcemente quando tornando indietro restiamo fermi per un quarto d’ora ai binari perchè doveva passare il treno merci e mi dico “ma sti spagnoli
In MotoGP non potevano andare piano come questo treno?” Hahahahahahaha 
Dai dai dai,libero, andiamo, ora a Lleida ci aspetta un pasto caldo ed un letto decente dove dormire! 
Facciamo 170 km di notte sull’A2, non ho visto niente del paesaggio intorno ma la strada è bella e soprattutto non rotta ed illuminata! 
Sto bene fino a quando sento qualcosa che ci spinge poi ci frena e a tratti ci prende a schiaffi e di nuovo mi appare il Did e penso “spero che questo non sia il vento del Did!” Forse lo era ma non così forte ma fortunatamente la nostra strada è asciutta diversamente dalla sua e Faina non ha nessuna difficoltà a cavalcare Gozzilla! 
Ci fermiamo a fare benzina e uno spuntino e già si vede Marc Marcquez ovunque...ovvio... siamo in Spagna! Ripartiamo ed in poco tempo arriviamo all’hotel dove avevamo già prenotato, ci accolgono bene , italiani tutto peace e love fino a quando un Signore esordisce così “ah siete di Roma ma la spazzatura l’avete tolta?” Ed io penso sorridendo tra me e me “ vabbè so proprio spagnoli” 
Prendiamo le Chiavi della stanza ed usciamo per cenare!
Faina continua a parlare spagnolo ed io ordino un’insalata senza accorgermene ma non potevo fare cosa migliore visto che era Buonissima e dentro c’era di tutto! 
Gustiamo la famosa non mi ricordo come si chiama, con il loro prosciutto famoso che idem non mi sovviene il nome e finalmente al caldo, letto, nanne ed un pensiero va a Gozzilla che è fuori al freddo e al gelo e che l’indomani mattina sarà ghiacciata dappertutto! 
Ci svegliamo, con solo un’idea in testa, arrivare al Pinguinos! Facciamo colazione, prepariamo dei panini da portarci per lo spuntino, sistemiamo le borse di Gozzilla e partiamo!
 
È brutto tempo ma non piove, è freddo ma diversamente caldo ma oggi iniziamo a vedere il panorama ed iniziamo a godercelo! 
Penalba un paesino di poche case che mi ha fatto ricordare l’entroterra della mia Puglia dove sono cresciuta in mezzo al nulla! 
Mi sembra di vivere negli anni 80 e dolci pensieri mi sfiorano la memoria!
Praterie immense anzi praterie senza prati o forse steppe ma tutto immenso nel nulla più assoluto! Tutto così a tratti noioso a tratti sorprendente quando all’improvviso penso di stare in un film americano dove c’è solo un meccanico, una macchina in avaria ed un Omicidio imminente! 
Vedo, immagino, ricordo ed è così che distolgo l’attenzione dal freddo! 
Finalmente Il primo cartello che indica Valladolid e lo indica Così “Valladolid 214 km”, me lo ricordo bene perché penso a Max214, il mio Amico Max! 
Manca poco, sono infreddolita ma ce la faccio e ad un tratto vedo la neve e spalanco gli occhi, le strade sono pulite ma nei campi c’è neve, e che fai non te lo fai uno sterrato per toccare la neve? Fatto, siamo nella neve , Faina prende a pallate me e Gozzilla ma anche io voglio una foto con la neve e con tanta gioia nel cuore gli porgo il telefono dicendo “mi fai una foto nella neve?” E corro, corro verso la neve, affondo un piede e cado, spalmata a terra senza la forza di rialzarmi perché tutta concentrata a ridere! 
Avevamo le lacrime agli occhi, due deficenti come spesso siamo! Ci asciughiamo le lacrime e ripartiamo! 
La circolazione del sangue era ripresa quasi regolare in tutto il corpo ma i piedi ormai sono congelati e la mano destra che continuo a muovere non ne vuole sapere di scaldarsi! 
Faina si ferma e gli chiedo se è uno stop veloce per la benzina o se c’è tempo di fare pipì e mi risponde che si ci fermiamo anche per un pasto caldo! 
Priorità pipì e giuro che in quel momento non ho mai desiderato tanto avere un pisello! La mia protesta verso la mia Mammina per non avermi fatto Maschio è iniziata molto presto sin da piccola, fin da quando i maschi non mi volevano far giocare a pallone con loro perché dicevano che ero femmina, proseguì poi per varie scelte lavorative, che se veramente fossi stato maschio avrei faticato la metà ma giuro che in quel venerdì l’ho desiderato veramente dal profondo del cuore! 
Che poi femmina e pure bassa tanto che le mie cosce di 30 cm non riescono a contenere un pantalone in goretex tutto accortocciato, tanto da mettermi comoda, sempre per farla in piedi ovviamente, ma diciamo agevolmente! Ecco non vorrei farvi immaginare questa brutta scena che faccio pipì ma è stata sicuramente la situazione più difficile da affrontare accompagnata per giunta dalla mia goffaggine dei movimenti! 
Ma vabbè tutto bene quel che finisce bene, entriamo nel ristorante ci spogliamo, mi tolgo il guanto sinistro e vedo la mia manina viola e gelida! Penso “porcammerda è morta” mi rincuoro subito perché lei è già morta e non si può morire due volte! Hahaha la scaldo un po’ , due coccole e torna ad essere inutile come prima! Ordiniamo… Faina che proprio lo spagnolo ormai lo abla mui bien,… mangiamo un pasto caldo e per la prima volta vedo Faina che mangia la minestrina e mi rendo conto che allora fuori è proprio freddo e non lo sento solo io! 
Mancano 180 km, alle 15 circa ripartiamo e contiamo di stare a Valladolid verso le 17 e ci staremo ma sarà per me difficile arrivarci! Il paesaggio ora cambia, dopo Soria paesaggi montuosi, montagne scavate per prendere la breccia e per non pensare al freddo immagino volti, animali, cose scavate nella montagna e questa cosa mi ricorda di quando lo facevo con la mia Mammina ma con le nuvole!
Leggo il cartello “Valladolid 65 km” ma mi sento strana, non è solo il freddo o forse è proprio il freddo che mi causa una confusione mentale ma lucida per analizzare cosa fare!
O Dico a Nunzio di fermarsi ma non vedo nè piazzole di sosta nè benzinai e fermarsi in mezzo alla strada è pericoloso soprattutto perché trafficata al 90% da camion o con la forza che mi rimane cerco di concentrarmi sulla strada ma troppo noiosa da attirare la mia attenzione e ad un certo punto il Black out! Non so cosa sia successo, credo di aver perso i sensi per qualche secondo e quando ritorno lucida vedo alberi, quelli che si disegnano sui banchi di scuola elementare e che colori tutti di verde! Un boschetto , riprendo attenzione cercando di capire cosa mi sia successo ma adesso ho qualcosa di nuovo da osservare! 
Finalmente i cartelli per Valladolid indicavano sempre meno km e ad un certo punto le sento, ne sento tante e poi le vedo perché ci sorpassano e i biker tirano fuori la gamba destra per salutarci! Tante moto, caricate come muli ma belle come il sole e noi tutti diretti verso un’unica destinazione! 
Finalmente il cartello più importante “Pinguinos”! 

Avevo già gli occhi lucidi, stavo per scoppiare a piangere, non lo faccio, abbraccio il Faina, gli dico “ce l’abbiamo fatta, bravo” e scrivo in chat a Max e Gianni! 
Moto moto moto tante moto di tutti i tipi e poi all’ingresso lui su una Goldwing con al posto del passeggero uno scimmione Bianco che salutava! Fantastico!
Facciamo l’iscrizione, ci attacchiamo i cartellini Pinguinos sui giubbotti ed entriamo nella pineta incantata! Che spettacolo! 
Moto, tende, falò, motociclisti mi sembrava di essere in una favola ma so che adesso devo essere pratica e non sognatrice, dobbiamo trovare il posto dove montare la tenda, dove attaccare la bandiera Scoo e tutto rapidamente perché tra poco sarà scuro! 
Sotto gli alberi ci ha detto Gianni, perché siamo più riparati e vicino al fuoco di altri gruppi “tanto siamo tutti fratelli no?” lo facciamo, troviamo un piccolo spazio e ci accampiamo! Subito la ragazza del falò accanto a noi appena arriviamo ci accoglie accanto al suo fuoco e scopriamo anche che parla Italiano perché qualche mese all’anno lavora a Firenze! 
Rachele ragazza buona e di cuore però “famme respirà”, mi ha accompagnata al bagno, aspettata, le ho dovuto tenere le cose perché pure lei doveva fare pipì, poi mi ha invitata ad andare a ballare con altre sue amiche, a bere, le foto i selfie...non per scortesia ma se il Pinguinos è “roba da maschi” io volevo vivere solo quello! 
Vabbè rifiutando delicatamente i suoi inviti cerco di capire come rendermi utile non disturbando Nunzio che,al mio ritorno dal bagno, stava già provvedendo all’accampamento! 
Piano piano e con qualche mio porcammerda di troppo sistemiamo tutto prima di notte! Ci rimane solo da attaccare la bandiera, avevo già trovato il posto ma da sola non ce la faccio ma Faina mi dice “andiamo a consegnare il modulo dell’iscrizione sennò a Max chi lo sente?” Mi metto a ridere e andiamo! 
Con mia immensa gioia ci danno il calice del Pinguinos, che ovviamente non mi ricordo come si chiama, perché Max ci tiene e lo regalerò a lui! 
Sbrigate le pratiche andiamo ad attaccare la bandiera ma prima una sosta allo stand per prendere il famoso caldo pinguinero, una sbobba imbevibile ma Faina si berrà il suo e pure il mio! Torniamo alla tenda e chiediamo ai ragazzi del tendone se possiamo legarla alla loro struttura e in cambio di cerveza il permesso è accordato! Là, dietro di noi c’è lui Oscar Romo che personaggio e Carolina entrambi tifosissimi di Valentino Rossi e così in un attimo decido che possiamo essere amici! Hihihihihihi 
Lasciamo l’accampamento e torniamo al centro della festa, Scricciolo e Faina due magliette arancioni in giro per il Pinguinos! 
E all’improvviso dal palco sentiamo “los amigos Scoordinatos”! Ci hanno visto pure qui, solo due puntini arancioni tra 28000 ma evidentemente gli Scoordinati prima di noi hanno lasciato il segno, un buon segno! 
Fa freddo, balliamo un pò, giriamo per gli stand e già mi faccio riconoscere! Il cartello diceva così “casco AGV replica Valentino Rossi” e no 3 caschi non erano repliche, mi rivolgo al tizio e gli chiedo indicando un casco “di che anno è quel casco?” e lui “no questo no replica” e io “e lo so”! 
Odio gli inganni! 
Comunque di ufficiale in vendita solo Valentino Rossi e niente degli spagnoli e penso “che strano!”
Finalmente facciamo un giro per la pineta e vediamo tutti gli accampamenti! 
Straordinario, c’è di tutto e soprattutto ci sono tutte le moto, anche quelle che dici “ma questi come ci sono arrivati qui con questa moto e queste gomme?” E io che ne so, magari vengono da 3 km lontano ma stanno lì e non mi interessa perché e per come! 
Mi guardo intorno e vicino a me c’è il Faina ma dico così “io vi stimo tutti, vi stimo profondamente!” 

Terribilmente tutto affascinante, ma la stanchezza si fa sentire e torniamo alla tenda dove ci prepariamo una tisana calda! 
Tutto pronto per andare a letto, no cioè se si dorme nel sacco a pelo, si scrive andare al sacco? 
Comunque adesso passiamo dal freddo pungente al caldo caliente! Per cambiarci in quella minuscola tenda tra le risate e le acrobazie per toglierci i vestiti la temperatura è salita in men che non si dica! Uniamo i sacchi a pelo, li chiudiamo bene e neanche a casa mi addormento così velocemente per poi svegliarmi direttamente la mattina dopo!
Do il buongiorno al Faina e ringrazio il Did! Si sì faccio proprio una preghiera tipo “grazie Did che mi hai messo la pulce nell’orecchio per il sacco a pelo altrimenti saremmo morti di freddo!” 
Ci vestiamo, andiamo in bagno e dritti a fare colazione! Cafè e lece terrificante, biscotti buoni, succo d’arancia con fiocchi di cenere, uovo fritto, panino e sempre quel prosciutto famoso! Bè chi mi conosce non ci crederebbe ma me so magnata tutto! Me scolava l’ovo sulle dita e me leccavo le dita! 
Non so perché ma avevo sempre voglia di mangiare e mangiavo di gusto e soprattutto non sono incinta! 
Nel frattempo piove e ci prepariamo per andare a fare il motogiro che partirà alle 11! 
Siamo un botto, siamo bellissimi, ognuno con la propria bandiera ed il rimpianto di non aver portato la nostra!
Nevischia nessuno desiste, tutti felici in un immenso corteo, la gente ai bordi della strada ci saluta, ci applaude, i bambini allungano le loro manine per saltarci, mi escono le lacrime! 
Accanto a noi, sfilando per le strade, una piccola ragazzina, non tanto piccola d’età credo per la cilindrata di moto che aveva, più magra di me e forse anche più bassa di me che ogni volta che accelerava la Verdona la “scardazzava” (scusate l’ignoranza ma non conosco altro termine che renda l’idea) ma lei perfettamente in equilibrio, schiena dritta e sguardo rivolto avanti! Bella bella bella! 
Arriviamo nella piazza, parcheggiamo e andiamo a fare l’aperitivo! 
Facciamo la fila, un Signore ci dà un panino all’apparenza vuoto e chiedo a Nunzio “ma adesso allo stand più avanti ce lo riempiono con qualcosa?” Muoio al solo pensiero di questa mia domanda! Il panino aveva la sorpresa e pure così buono che prima di andarcene ce ne mangiano un altro!
Non smette di piovere, ma continuiamo a vedere cosa c’è in questa immensa piazza e li vedo, li vedo da lontano! Corro, vado più vicino che posso, mi alzo in punta di piedi ma non vedo niente, trovo un buco nella transenna ed entro! 
Ero lì ad un palmo da loro e dalle loro moto, e mi scendono le lacrime! Gli stuntman, le evoluzioni, i salti, i monoruota, le derapate e i burn-out...ho pensato sono morta e sono in paradiso! Non lo so quanto tempo sono stata lì ma un certo punto penso “Nunzio porcammerda!” Lo avevo lasciato correndo e non sapevo se avesse visto dov’ero andata ma mi giro ed era al di là della transenna esattamente dietro di me! 
Gli faccio un segno dicendo io resto qui finché non mi cacciano e non mi hanno cacciato! Mi sono goduta tutto lo spettacolo proprio lì ad un passo da loro, anche incoscientemente perché, anche se stavo in allerta, se qualcosa fosse andato storto mi avrebbero sbattuto all’aria! Ma si! Ma mica mi può andare sempre tutto storto! Fortuna che pioveva e pioveva a dirotto perché il mio viso era più bagnato dalle lacrime che dalla pioggia! Emozionate e divertente! Ritorno dal Faina e facciamo un giro ancora della piazza ormai semivuota perchè quasi tutti andati via! Ritorniamo da Gozzilla e ci dirigiamo verso l’accampamento! 
E adesso il vero primo momento di sconforto! 
Piove piove piove, il nostro fuoco non ce lo abbiamo, in tenda non ci possiamo andare tutti fradici, mi annoio, Nunzio mi vede e mi dice l’unica cosa che mi poteva dare coraggio “vuoi il tuo fuoco?” ed io “si”! Via si va a prendere la legna, ci portiamo dietro il cassonetto dell’immondizia per prenderne il può possibile.

Carichiamo e partiamo ma dato che l’avevano messa tutta da un lato il cassonetto cammina monoruota ma a stento perché a terra c’è il fango, distribuiamo meglio il carico e ripartiamo con fatica perché a terra c’è sempre il fango…non ce la facciamo e ridiamo come i matti e ridono anche tutti quelli che ci vedono... ecco ridono tutti ma dico io “ un brav’uomo ce la vuole dà na mano?” E niente a pochi passi dalla nostra tenda arriva il buon uomo...grazie Signore Grazie! Scarichiamo e nel frattempo Nunzio prova ad accendere la legna bagnata, va dai ragazzi di fronte a chiedere un pezzo di legna già accesa e da lontano vedo che non sono tanto entusiasti...quando torna mi dirà “sono francesi” e penso a Zarco! 
Niente non prende e Faina si arrende! 
Mi innervosisco, mi isolo, vado a farmi una passeggiata, vado in bagno mi tolgo tutto quello che mi limita nei movimenti e riprendo forza! Torno alla tenda e lo vedo nascosto dietro la nostra bandiera cercando di fare un fuocherello all’asciutto! Che dire? Ho pensato solo “che uomo! lui non si arrende mai!” Ma poi l’idea, la sua idea, il fornelletto da campeggio accesso sotto la legna! E dopo averlo accudito con cura finalmente il nostro fuoco prende vita ed io sono felice! 
Ma per farlo prendere meglio andiamo alla ricerca di legnetti più piccoli! Ma come ce li portiamo? Vedo un ramo fatto a V e penso di metterli stesi lì sopra dalla parte più piccola! Perfetto direi, una presa per me e due per il Faina! Andiamo ed anche questa volta siamo al centro dell’attenzione ma meno ridicoli di prima! Bene abbiamo salvato la reputazione! Hahaha Favoloso!
Ancora adesso sento la puzza di fumo nel naso me la sento addosso sui vestiti anche se non c’è più ma sento anche tutto il calore e tutte le risate intorno a quel fuoco! I marshmallow...uno dei miei sogni ...l’ho visto fare nei film...quei cosi bianchi con lo stecchino passati sul fuoco...deliziosi! Mi sembrava di vivere una favola, la favola mia! 
Sono le 19 ho fame e andiamo a fare cena! Un colpo al cuore nel vedere la cena! Patate con spezzatino di carne fatto a zuppa non lo so come si chiama ma so benissimo che lo faceva la mia Mammina e che da quando se n’è andata non l’ho più mangiato! 10 lunghi anni e adesso, li, in quel posto fantastico, mi rendo conto che Lei è veramente con me, ma non solo nel mio cuore e nella mia mente, Lei è li proprio accanto a me anche se non la vedo! Sento però che mi protegge e che mi accompagna ad ogni passo che muovo e che mi dà la forza nei momenti di sconforto! E comunque quello spezzatino è pure buono a differenza del vino che oltre che poco pure imbevibile! 
Di nuovo di corsa al nostro fuoco, non si può spegnere almeno per altre 2/3 ore! 
Che bella serata ... al di là della pineta c’era la musica, si ballava, si beveva ma io tutto ciò che mi rendeva felice ce lo avevo li, Faina, Gozzilla, il nostro fuoco ed il mio mondo fatto di moto e tutte intorno a me! 

Salutiamo il fuoco e andiamo al sacco! Puzzolenti di fumo ma porcammerda quanto quanto felici! Nuovamente acrobazie per spogliarsi e mettersi i panni puliti, riscaldati ancor prima di ficcarsi nei sacchi e la mia geniale idea di farsi un selfie! Le lacrime, lacrime a più non posso dalle risate! Un’altra piacevole notte passata e al risveglio solo un pensiero “è finito, ce ne dobbiamo andare ma godiamocelo fino alla fine”! 
Dopo la colazione dei campioni iniziamo a smontare...un po’ di sconforto ma la calma di Nunzio mi mette sicurezza e cerco di aiutarlo come meglio posso. Arrivano presto le 11, Gozzilla è caricata e corriamo sotto il palco! Faina però mi dice “mettiti la maglietta degli Scoordinati che se ci chiamano sul palco sali tu!” Io gli rispondo che nel caso, saremmo saliti insieme, anche se lui è senza maglia perché se l’è sporcata nel prendere la legna!
Io non ci credevo perché pensavo “ siamo solo in due e poi in fondo 1046 km non sono tanti, qualcuno sarà venuto da più lontano” ma invece Faina ci sperava e so che quel premio lo avrebbe reso l’uomo più felice del mondo! Comunque stiamo sotto il palco ed in cuor nostro la speranza che ci chiamino è viva più che mai! 
Condividiamo il nostro stato d’animo con Max e Gianni ed il Presidente ci scrive “vi vogliamo sul palco” 
Ma quella speranza muore quando al primo posto chiamano gli Mcps, noi sappiamo di aver fatto più km ma loro ne sono 22 ed hanno moltiplicato i km da loro dichiarati per 22, in pratica un botto di km!  
Ma continuano a chiamarli e loro non ci sono e dico a Nunzio “andiamogli a dire se lo danno a noi il premio tanto loro non ci sono” ma niente Faina non è d’accordo! Non demordo, lo scrivo in chat a Max e lui mi risponde così “io ci sarei andato ... è tuo diritto...quel premio è vostro!” Convinco Il Faina e dritti dritti sotto al palco, cerco di farmi capire ma non mi capiscono e ci mandano sul palco! Sul palco, lì ad un passo dalle premiazioni cerchiamo di farci capire, ci capiscono ma ci dicono che non si può fare! La tristezza infinita! Io quel premio non lo volevo per me, io lo volevo per il mio Motoclub, lo volevo per tutti gli Scoordinati, lo volevo perché gli Scoo hanno fatto tanto per me ed io niente per loro!
Non che un premio li potesse ripagare ma per me sarebbe stato un dono importante! 
Io quel premio lo volevo per il Faina, perché lui se lo è meritato e non solo con questi 1046 km, che a lui fanno ridere, ma perché lui è il motociclista quello con la M maiuscola! 
Comunque Il Presidente ci ha detto che ci voleva sul palco e noi sul palco ci siamo andati! 
Mentre torniamo da Gozzilla, Faina mi dice che si è emozionato quando al microfono il premiatore ha detto “il Pinguinos Vivilo che non te lo cuentas” Bello lui! Io ovviamente non ho capito niente di quello che hanno detto sul palco ma ho visto Faina molto emozionato! 
Vabbè Gozzilla pronta, salutiamo il nostro amico Oscar Romo, che in questi giorni, oltre a farci gavettoni, svuotando il tetto dall’acqua del suo capanno, si è anche preso cura di noi con dolci whisky legna asciutta e telo per la moto! In fondo è spagnolo ma tifa Valentino Rossi ed è questa la differenza! Hihihihihihi 
Partiamo nel fango e sporchissimi ma quanto felici? Non ve lo so descrivere! 
Senza mete obbligate, se ce la facciamo ad arrivare a Saragozza bene altrimenti dove sentiamo di fermarci ci fermiamo! Nel tragitto esce un po’ di sole e mio fratello ce lo aveva detto che se fosse uscito un po’ di sole avrebbe subito scaldato l’aria e arriviamo a Tarazona che stiamo a 6 gradi...benissimo direi!

La meta che volevamo raggiungere è vicina e fermandoci per fare benzina cerchiamo degli alberghi dove dormire! Ne vedo uno che mi ispira particolarmente e ci dirigiamo li senza prenotare! Il posto per dormire c’è ma l’acqua no...arriverà tra mezz’ora e decidiamo di dare fiducia ed è andata bene! Il momento più bello non so se è stato farsi la doccia o bere un buon bicchiere di vino! 
Lunedì è il giorno della partenza ma il giorno è lungo e cerchiamo di godercelo! 
Parcheggiamo Gozzilla al coperto e visitiamo Saragozza e mentre ci facciamo le foto arriva lui, un Mcps e subito gli dico “ma dove eravate ieri? avete vinto il primo premio!”
E lui tra l’incredulità e la gioia ce lo fa comunicare ai suoi  amici tramite un messaggio vocale di whatsapp…e poi gli dico “di km ne abbiamo fatti più noi ma avete vinto voi perché eravate in tanti!”
Lui ci spiega che sono partiti il mattino presto per visitare Bilbao e che sicuramente il premio glielo manderanno a casa aggiungendo che però il questore glielo aveva detto di aspettare le premiazioni.
Quel premio non lo riceveranno mai perché come mi ha tradotto il Faina, al microfono lo hanno proprio detto che i premi si ritirano solo li sul palco, sul palco del Pinguinos!
C’è stato un afflusso di 28200 iscritti nei giorni del raduno ed ora sotto quel palco ne siamo solo 1000, solo chi lo ha voluto vivere fino alla fine, solo chi sperava in un premio.
Lascio il pensiero “chi ha il pane non ha i denti” e finiamo di scoprire la città.
Ci aspettano ancora 300 km e quando ancora il sole riesce un po’ a scaldarci ripartiamo per Barcellona.
Solo un pensiero “sta per finire” ma ancora mi dico “fino alla fine”.
Decidiamo di fare un giro sulla Rambla per acquistare finalmente il liquore alle erbe per Gianni e ½ litro, ma ricongiungendoci con un collega di Nunzio che si è fatto un giro per i Pirenei si cambia la destinazione, si va alla "Sagrada Famila".
Ecco qui mi rendo conto, ancor più, di tutta la mia ignoranza culturale e respiro profondamente per non arrabbiarmi!
A me non interessa affatto vedere quel coso che non so nemmeno cosa sia, io voglio solo comprare il liquore per Gianni e 1/2 litro e sento affiorare i capricci! Ma Faina porta il collega sotto la "Sagrada Familia" ed andiamo alla ricerca dell’orujo!
Le liquorerie non ci sono in zona e il supermercato ha solo le bottiglie troppo grandi che non sappiamo dove metterle! È tardi , tardissimo e andiamo al porto con la speranza che li ci sia qualcosa ma niente! Salgo sulla nave con il muso lungo ma non lo faccio notare a Faina ma poi mi scappa “però se non fossimo andati a vedere quel coso, sulla Rambla lo avremmo trovato!” Lo vedo triste, forse si sente in colpa perché capisce che ci tenevo veramente e all’improvviso mi porge il telefono e mi dice “lo prendiamo su Amazon!” 
E niente lui è di una dolcezza infinita ma non ha senso comprarlo li, glielo volevo portare io dalla Spagna! 
Ci mettiamo il cuore in pace e ci appisoliamo! 
Il giorno dopo il mare non fa troppi capricci ci godiamo il panorama da una parte la Corsica dall’altra la Sardegna, sbarchiamo e torniamo a casa sempre presi a schiaffoni dal vento che a quanto pare anche da noi Eolo fa il suo bel mestiere! 
No ma Scricciolo scrivile du righe…ma vi assicuro che sono stata sintetica!
Visto che pare un romanzo mo scrivo pure i ringraziamenti…
A Max e Gianni per essere stati con noi per tutto il viaggio, al Did per averci dato preziosissimi consigli, a tutti gli Scoo che abbiamo sentito accanto con parole di incoraggiamento, ai miei fratelli che mi supportano e sostengono sempre e comunque anche se so perfettamente quando sia dura per loro, alla mia Mammina sempre al mio fianco e poi grazie a te, grazie Faina!
Ah dimenticavo… il Pinguinos non è “roba da maschi” ma solo da cuore di Motociclista e come dicono loro “Vivelo che non te lo cuentas”
 
By Scricciolo