RESOCONTO - Pinguinos 2011

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Trascorse le feste di Natale e gli ultimi giorni a controllare e ricontrollare le moto, e a comprare le ultime"cose utili". Finalmente è arrivato il fatidico giorno, il tanto atteso 4 gennaio 2011. Per tutti noi, ed in particolare per chi come me, Matteo e Giona, è alla sua prima Pinguinos l'emozione è al massimo. Mille pensieri, mille domande affollano la mente di tutti noi. Avrò preso tutto ciò che mi serve? La moto è ok? Il tempo sarà clemente? Internet dice che non farà molto freddo! Ma se si sbagliano? Pian piano e velocemente le ore i minuti e i secondi di questo giorno, che sembrava così lontano, scorrono via veloci come l'asfalto sotto le nostre moto. In perfetto stile Scoordinati, ci ritroviamo puntualmente in ritardo al porto. Anche questa volta la sfiga non si è scordata di noi e così la moto del BAMBACIONE fatti pochi metri decide che il Pinguinos non fa per lei, e si ferma. Menomale che Max il nostro presidente dal grande cuore decide che la sfiga può attendere e che per la sua Transalp e solo per lei (ndr purtroppo) è arrivato il momento di andare a Valladolid. Tornati indietro ed effettuato il cambio moto finalmente arriviamo a Civitavecchia. Fatti gli ultimi saluti e ricevute le raccomandazioni di rito finalmente si sale a bordo, dove con noi si sistema anche Roberto Agostini (rinominato il CHIAPPA). Quest'ultimo (si spera futura new entry tra noi Scoordinati) sta andando anche lui solitario al Pinguinos un veloce e breve consulto e con il grande cuore degli Scoordinati, decidiamo di farlo viaggiare con noi.

Dopo aver sistemato le cose nelle cabine e soprattutto tolte di dosso tutte quelle bellissime caldissime e costosissime maglie termiche, comode in moto, ma infernali se non si sta al freddo, ci ritroviamo tutti in una delle sale tv della nave. In pochi minuti apparecchiamo una cena da fare invidia ad un ristorante. Insieme al cibo compare qualche bottiglia di vino e di grappa che scaldano i cuori e soprattutto sciolgono la lingua, così alle 3:30 del mattino riusciamo finalmente a zittire Grappin (ribattezzato x l'occasione BUSCETTA) e a ritirarci nelle cabine in attesa dell'arrivo a Barcellona. Trascorso il resto delle ore tra sonno, pranzo e a ripianificare l'itinerario al fine di evitare di utilizzare le costosissime autostrade spagnole, finalmente alle 19:45 inforcate le nostre mucche scendiamo dalla nave. La temperatura è di 13°e il cielo sereno con Giandark a fare da guida,seguito dal Gazzana, Grappin, Bambacione, Giona, Jeko, Matteo, Roberto e Cignonero a far da scopa, imbocchiamo l'autostrada.


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I primi 53 km scorrono via senza problemi con una strada e un tempo che ci fanno pensare che forse potremmo tirar diritti fin a Saragozza. A farci cambiare idea al 53 km ,una fitta nebbia che ci accompagna fino a Lleida dove così come programmato decidiamo di fermarci per la notte. Messe le mucche in garage e recuperati i ferri del mestiere (fornellini a gas risi, paste liofilizzate e scatolame vario) si cena e si decide di ripartire alle 08:00 del giorno dopo. Alle 07:00 le sveglie ci buttano giù dai letti e aperte le finestre scopriamo che la nebbia è ancora lì dove l'avevamo lasciata la sera prima. Senza perderci d'animo, fatta colazione e fatto il pieno alle moto,e in rispetto alla tradizione e allo stile degli SCOORDINATI, in ritardo di un'ora alle 09:03 si riparte destinazione Valladolid.

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Dopo qualche km giusto per ricordarci che il Pinguinos non può essere una semplice gita di piacere oltre alla nebbia arrivano anche acqua e vento. Dalla moto del Gazzana cade una scarpa che nessuno vede (prossimo anno visita oculistica per tutti prima di partire). Fatti una sessantina di km ci fermiamo per una sigaretta e "finalmente "il Gazzana si accorge della scarpa, commosso per l‘evento riempie di complimenti il Jeko che posizionato dietro di lui si sarebbe dovuto preoccupare di notare l'evento. Grappin e Giona onde evitare che Jeko venisse ucciso "dai complimenti e dalla gioia" del Gazzana decidono di tornare indietro a cercare la scarpa. Trascorsa un'ora rientrano vittoriosi nel gruppo e finalmente si riparte per l'agognata e lontana meta. Vista l'ora e la distanza che ancora ci separa da Valladolid ci mettiamo a macinare km di buona lena e in poco tempo superiamo Saragozza. Dove al fine di ribadire la necessità di visite oculistiche preventive, il Grappin ( che per l'occasione guida il gruppo), nonostante la presenza di svariati e giganteschi cartelli stradali imbocca la direzione sbagliata (per fortuna lui e solo lui) e ci costringe a fermarci ad ammirarlo fare circa 800 mt contromano sulla tangenziale. Verso le 15.00 ci fermiamo a fare il pieno alle moto e a mangiare un panino in un Area di Sosta. Ripartiti dopo 100 di km siamo nuovamente costretti ad un ulteriore sosta poiché il grande fiuto di Giandark e il cielo nero consigliano di indossare gli indumenti antipioggia. La sosta si rivela più che mai azzeccata, ripartiti e percorsi pochi km inizia a piovere come Dio comanda. Km dopo km finalmente la distanza che ci separa da Valladolid è sempre meno e soprattutto la fastidiosissima pioggia sparisce seppure per lasciare il posto ad un forte vento laterale. Stare alla guida di moto ipercariche e con l'asfalto reso viscido dalla pioggia ci costringe a concentrarci ancora di più nella guida, perché sarà pure un impressione, ma l'idea di finire improvvisamente a terra non è poi così remota. Poco dopo le 18.45 entriamo finalmente in città. In un'area di servizio ci danno le ultime indicazioni necessarie a raggiungere l'accampamento del Pinguinos. Finalmente alle 19.10 ci immettiamo sul viale che porta alla zona d'iscrizione. La gioia e l'emozione nel vedere il gonfiabile giallo, le centinaia di moto già in fila e soprattutto la certezza di avercela fatta è enorme.


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Parcheggiate le moto, non senza qualche problema ( il fango è tanto ed anche con il cavalletto centrale la stabilità è precaria ), facciamo l'iscrizione. Contenti come bimbi in un negozio di giocattoli, torniamo alle moto e ci addentriamo nella zona dell'accampamento. Cerchiamo una piazzola libera e non troppo distante dall'area centrale. Alla fine, vista l'ora e il buio, ne troviamo una che pur non essendo il massimo ha il grande vantaggio di esser illuminata. Spente le moto e tolti i caschi ci affrettiamo a montare le tende e a prepararci per la notte. Dopo un paio di ore, finalmente tutto è pronto. Affamati ma con la certezza che i "letti" sono pronti ci rechiamo nella zona centrale della festa, alla ricerca di uno stand dove mangiare. Molti stand sono ancora chiusi ma per fortuna ne troviamo un paio che fanno al caso nostro. Consumati un boccadillo una birra e mezzo spiedo a testa ci facciamo un giro tra i pochi stand aperti. Senza parlarci, ma in complice silenzio, ce ne torniamo all'accampamento dove facciamo amicizia con un gruppo di spagnoli, che hanno costruito "casa" a fianco a noi. In particolare con Dani si instaura subito un caldo rapporto di amicizia. Ci offre un po' di rojo ( grappa spagnola ). Il Gazzana "gentilmente" rifiuta, il Grappin ( per non offender ulteriormente ) accetta e dopo qualche bicchierino il suo italiano diventa simile allo spagnolo e soprattutto ancora una volta si trasforma in Buscetta. Alle 3.30 è ancora lì che abborracciato ( ndr alcolicamente allegro ) discute con Daniel sulle qualità del vino e della grappa e sull'abilità della "su mamma" . Il resto della truppa pian piano è sparita, chi da solo, chi con il suo coppio, si è ritirata nelle tende a dormire. Verso le 3.40 il comitato di benvenuto della manifestazione si ricorda di noi e la pioggerellina si trasforma in un paio d'ore di pioggia intensa e fitta. Al mattino, fatto salvo qualche fortunato, il resto della compagnia si ritrova con due dita di acqua nelle tende. Tra un "ringraziamento al cielo" e la recita di un paio di rosari, si decide che occorre trovare un'altra posizione, se non vogliamo passare una settimana in acqua.

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Fatta una rapida ricognizione, troviamo finalmente un area idonea e spostiamo tutto il campo. Alle 16.15 dopo circa 7 ore di duro lavoro ( tranne che per i soliti noti) finalmente il campo degli Scoordinati è pronto. Nulla ha da invidiare a quelli organizzati dai soliti furbetti che oltre alle moto si sono portati appresso furgoni e autovetture con sopra tutto l'occorrente per montare una casa. Alle 17 saliamo in sella alle nostre mucche e finalmente usciamo a fare il primo corteo. Attraversiamo l'abitato di Ponte Duro ed entriamo nella gigantesca pineta che caratterizza tutta l'area. Raggiunta la località di Mojado assistiamo alle esibizioni di Alzamora e dei suoi stuntman. Rispetto alla sera precedente il numero di partecipanti al Pinguinos è vistosamente cresciuto così come il numero delle moto. Finita l'esibizione ci spostiamo in massa al campo sportivo del paese dove l'organizzazione ci distribuisce un boccadillo, una birra e una sottospecie di brodaglia viscida che tutti noi preferiamo non consumare. Rientrati all'accampamento e consumata una ricca cena a base di scatolame vario ci rechiamo nella zona palco della manifestazione per festeggiare il capodanno Pinguineros. E' qui che iniziamo a dare il meglio di noi stessi e a farci conoscere. L'ordine di Giandark è preciso e perentorio "a regà!!! Fate quello che ve pare! Ma non ve ritirate senza aver rimediato un calice per il presidente, uno per Stefano Ducati e uno per il Did". Tra spintoni, spagnolo maccheronico, sorrisi e destrezze di mano alla fine oltre ai calici che ci toccano di diritto ognuno di noi ne riporta indietro almeno un paio in più. Compiuto il dovere ci spostiamo sotto il palco, dove si esibiscono tre ballerine brasiliane che ci fermiamo ad osservare attentamente con aria critica, al fine di poterne valutare qualità e abilità nell'esecuzione dei balli. Terminato lo spettacolo facciamo un salto agli stand e verso le 3, dopo aver recuperato il Jeko torniamo alle tende. Qui troviamo una coppia di portoghesi che acceso il nostro fuoco si scusano per aver invaso l'accampamento ( mai cosa fu più gradita visto che noi in due giorni non ci eravamo riusciti ). Ci sediamo tutti intorno al fuoco per scaldarci un po' e per le ultime chiacchiere della serata. Chi per stanchezza chi per l'elevato tasso di alcool pian piano ognuno di noi si ritira nella propria tenda a dormire. Alle 10 del mattino si iniziano ad aprire le tende e scopriamo che durante la notte il Gazzana non ha chiuso occhio poiché il Jeko insistentemente pretendeva che Stefano gli collegasse la resistenza del materassino per scaldarsi. Purtroppo non avendo Stefano, raggiunto lo stesso livello di alcol nel sangue, non poteva trovare ciò che non esiste. Appresa la notizia, e ripulite le facce con la ghiacciatissima acqua dei servizi della zona campo, saliamo in moto e insieme agli altri 25000 motociclisti ci rechiamo a Valladolid per la sbandierata. Arrivati in città Giandark decide che anche qui dobbiamo dare una dimostrazione degna degli Scoordinati. Fatto un velocissimo giro di parole allineiamo le nostre moto sulla strada, così da dividere il corteo in due per poi ripartirne alla testa.


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La folla ai lati della strada è immensa e le persone felici di festeggiare con noi l'evento. Giunti nei pressi della stazione ferroviaria il fiume di moto si dissolve. Parcheggiato ci rechiamo a vedere un'altra esibizione di Alzamora e dei suoi stuntman. Anche qui abbiamo modo di non passare inosservati, la folla che assiepa le transenne è imponente, ma sulla tribuna ci sono grandi spazi vuoti. Nonostante la disponibilità di posti l'organizzazione ha chiuso i cancelli di accesso alle stesse. Un rapido sguardo d'intesa e rispolverati gli animi curvaioli, scavalchiamo le transenne ed i cancelli e un minuto dopo siamo tutti lì a goderci lo spettacolo comodamente seduti sulle tribune. Terminata l'esibizione e cercato vanamente il punto di distribuzione del pranzo decidiamo di andare a mangiare in un BurgerKing. Ritornati nella piazza c'incontriamo con il Grappin e il Jeko che non hanno preso parte al corteo. Il primo perché ancora impigliato nel sacco a pelo che a suo dire soffre di carenze affettive, Il secondo, svaniti i fumi dell'alcool, perché rimasto ad accertarsi che effettivamente il suo materassino non fosse dotato di resistenza. Fatte quattro chiacchiere e preso un caffè rientriamo all'accampamento, lasciando ai due ritardatari il compito di comprare un po' di carne per la cena ( la speranza è che il cielo tenga e il fuoco pure ). purtroppo dopo un'oretta inizia a piovere. Nonostante il tempo avverso riusciamo a tenere viva la fiamma e a far formare la necessaria brace. Verso le 19 ci rechiamo al posto di distribuzione della cena ,con in testa un solo obbiettivo,procurare un numero sufficiente di ciotole di coccio così da poterle portare a chi non ha potuto prender parte al pinguinos. Come per la sera del Capodanno pinguineros la fantasia e la faccia da c...o di noi Scoordinati si dimostra ancora senza limiti. Dopo aver preso ciò che ci spetta di diritto diamo inizio ad un valzer di pantomine e sceneggiate degne di uno spettacolo di cabaret (mia moglie mi aspetta dentro il capannone devo aiutarla a portarla i vassoi, mi si è rovesciato il vassoio con la cena... ecc) .Alla fine raggiungiamo lo scopo prefissato . Tornati alle tende troviamo Jeko e Grappin con la carne. Senza perdere tempo ceniamo . Terminata la cena chieste le necessarie informazioni ad Emilio ( presidente del moto club che organizza la manifestazione) ci prepariamo per andare a Ponte Duro dove alle 23.00 ci sarà la fiaccolata. Giunti in paese verso le 22.30 scopriamo che non possiamo partecipare alla manifestazione perché era necessario prenotarsi prima. Senza perder tempo con l'addetto alla sicurezza che non ci vuole consegnare le fiaccole, Cigno va a parlare con Emilio al quale ricorda che poche ore prima lui stesso non aveva menzionato questo particolare della prenotazione. Grazie alla gentilezza e all'intervento dell'amico presidente ad ognuno di noi viene consegnata la sua fiaccola e per "un puro caso della sorte" ci ritroviamo in testa al corteo (dietro la macchina della polizia che apre la cerimonia) . Ancora un record, dopo aver guidato il corteo delle bandiere a Valladolid gli Scoordinati aprono la fiaccolata del 30° anniversario. L'emozione durante ‘'la fiaccolata del RICORDO" è immensa. Prima di partire tutti noi,decidiamo di dedicare una delle fiaccole al papà di Stefano Ducati. Terminata la cerimonia torniamo al centro del paese per vedere il falò del Pinguinos e i fuochi artificiali. Fatto un ultimo giro tra le bancarelle del paese e ‘'presi'' gli ultimi souvenir rientriamo alle tende. Alle 08-00 ci si sveglia e di buona lena iniziamo a smontare le tende e a caricare le moto. Verso le 12.00 arriva finalmente il momento delle premiazioni e Giandark ,che nel frattempo si è portato nei pressi del palco ci chiama tutti a raccolta.


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Con grande gioia veniamo chiamati a ritirare il premio come 3° gruppo classificato. Anche quei pochi che in questi giorni non si erano accorti della nostra presenza, sono costretti a riconoscere la grandezza di noi Scoordinati.

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Verso le 14 bardati contro il freddo e la pioggia e con le moto nuovamente cariche all'inverosimile, ci ritroviamo tutti in colonna proti a lasciare la scena del Pinguinos destinazione Soria ,dove si spera ci sia Pedro ad attenderci. Così come all'arrivo il cielo è nero e non promette nulla di buono. Dopo qualche kilometro la promessa è mantenuta e ancora una volta è la pioggia e non il sole a farci compagnia. Percorsi circa 100 km una delle borse di tela del Gazzana, toccando le marmitte, si brucia e siamo costretti ad uno stop di emergenza. Sistemato alla meglio l'inconveniente e ascoltate le preghiere di ringraziamento del Gazzana, ripartiamo e attraverso un paesaggio magnifico e senza più la pioggia a farci compagnia verso le 17.00 arriviamo a Soria. Nonostante la riluttanza dell' inserviente dell'aria di servizio,riusciamo a contattare Pedro .Dopo una mezzora ci raggiunge all'hotel e ci consegna le chiavi delle nostre camere. Dopo 5 giorni di pioggia, freddo e fango riusciamo ad assaporare nuovamente il piacere di un ambiente confortevole e riscaldato. Sopratutto riusciamo a fare una mega doccia che ci serve a toglierci di dosso tutte le cozze che ci si sono attaccate addosso. Alle19.30 ci ritroviamo tutti nella Hall dell'hotel dove decidiamo di rinunciare ai nostri buonissimi e succulenti cibi liofilizzati e di provare la cucina e il vino locale. Terminata la cena Grappin e Jeko ci informano che è loro intenzione fare tutta una tirata fino a Barcellona e di non proseguire il viaggio con noi. Nonostante le proteste di Giandark e il disappunto di tutti noi alla fine decidono per la separazione. In grande comodità e soprattutto dopo aver dormito dentro un letto normale e al caldo ripartiamo per Lleida. Il tempo è spettacolare e ci godiamo il paesaggio soffermandoci a scattare qualche foto. Arrivati nei pressi di Saragozza (ribattezzata Zagarolo da Matteo) decidiamo di fermarci a visitarla ed entriamo in città. Se pur veloce la visita si rivela piacevole ed interessante. In particolare abbiamo modo di vedere la parte nuova costruita per l'Expò e la parte vecchia della città. Qui visitiamo la chiesa del Pilar che ci lascia tutti a bocca aperta per la sua maestosità e per la ricchezza degli interni. Ripartiti da Saragozza verso le 19.30 ci immettiamo sulla Nacional 102 direzione Lleida. Appena fuori città la strada si trasforma in una lunga ed immensa colonna di camion che in entrambe le direzioni si distanziano l'uno dall'altro per poche decine di metri. Dopo aver rischiato un paio di volte di fare la fine del moscerino sul muso di qualche camion verso le 22.30 arriviamo nei pressi di Lleida. Contrariamente alle assicurazioni del Jeko "tranquilli si può accedere all'hotel anche dalla Nacional " siamo costretti a girovagare per un po' prima di trovare la strada che ci porta all'autopista e finalmente giungere all'hotel. Messe a riposo le moto in garage, lo chef Gazzana ci delizia il palato con un trittico di risi liofilizzati. Dopo l'abbondante cena e le proteste di coloro che occupano le stanze vicino alle nostre ci mettiamo a dormire. Al risveglio verso le 10.00, aperte le finestre scopriamo con immensa gioia che anche oggi ci sarà il sole ad accompagnarci.

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Pagato il conto e fatto il pieno alle moto ci dirigiamo verso Barcellona. Nonostante il sole troviamo un forte vento trasversale che in alcuni tratti ci rende molto difficoltoso il controllo della moto. Alle 15.00 siamo al porto di Barcellona più precisamente sotto la statua di Garibaldi (nella realtà statua di colombo, ma per Matteo Garibaldi). Trovato un parcheggio a pagamento sulle Ramblas e dopo un veloce spogliarello di Giandark e Gazzana ci rechiamo a vedere la Sagrada Famiglia. Per visitarla prendiamo confidenza con la città e con la sua rete metropolitana. In particolare dopo svariati tentativi anche il Bambacione si convince che con i biglietti usati non si riesce a viaggiare e che è necessario pagarne uno nuovo. Tornati sulle Ramblas e recuperate le moto previo pagamento di un mutuo ventennale ci ritroviamo con il Grappin e il Jeko. Ritirati i biglietti ci mettiamo in fila per imbarcarci sulla nave che ci riporta al luogo di partenza e alla fine di questa stupenda avventura.

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Un pensiero particolare lo voglio e lo devo dedicare a Stefano Ducati che come tutti noi sappiamo, nonostante da un anno avesse organizzato con gioia e dedizione la sua e la nostra partecipazione a questo evento non ha potuto essere qui con noi a causa della scomparsa del suo caro papà. A te Stefano un grande abbraccio da tutti noi.

By Pirina Bernardino (Cignonero)