RESOCONTO - Motoraduno Itinerante Valle d'Angri

In questi ultime settimane ho continuato a girare per l’Italia in moto partecipando ai soliti Motoraduni (Castelfiorentino, Salerno, Villa d’Agri) dico soliti perché tranne qualche spunto interessante e piacevole per Salerno non ho trovato nulla di diverso a differenza dell’ultimo motoraduno di Villa d’Agri di cui mi accingo a fare la solita relazione. Premetto che questo motoraduno è con la nuova formula della manifestazione itinerante che si svolge su più giornate in questo caso tre intense giornate vissute in giro per le strade della Basilicata.

Vado con ordine anche perché il “giretto” in moto è iniziato il venerdì con destinazione Maratea tanto per assaporare un paio di giorni di mare e cominciare a sostituire il bianco invernale della pelle con un minimo di colore. Purtroppo la solita nuvoletta dell’impiegato che ha scaricato pioggia a catinelle per la giornata di sabato ha ridimensionato le belle intenzioni ma questo non ha impedito di fare una bella mangiata di pesce in un locale con vista sul golfo di Policastro noto per l’interessante rapporto qualità - prezzo. 

Domenica il clima è decisamente cambiato e con il sole il livello del bianco della pelle ha assunto un leggero colorito!!!!!! Per chi non lo sapesse: anche con il sole è possibile apprezzare le gioie della buona tavola….. Chiusa la parentesi turistica lunedì con molta calma partenza per Valle d’Agri piccolo comune della valle omonima circondato da verdi montagne. Vista l’amicizia nata in giro per l’Italia dei componenti del piccolo, ma molto impegnato moto club, con i quali ho diviso molte belle giornate in moto l’accoglienza sulla ampia piazza del paese è stata calorosa non solo per la temperatura. Come previsto, purtroppo, visto lo svolgimento della manifestazione su più giornate, per di più lavorative, le presenze erano ridotte a qualche decina ma certamente rappresentative di molte regioni a dimostrazione che, nonostante le difficoltà, la voglia di passare qualche giornata in libertà è abbastanza forte da fare muovere motocilisti di Milano, Pavia, Alessandria, Roma, Perugia, Napoli, Salerno, Bari, Matera, Potenza tanto per citare le città maggiori. 

Nel primo pomeriggio partenza per il 1° dei 4 giri previsti dal programma senza dubbio itinerante. Tanto per capire era possibile effettuare i vari percorsi, in questo primo caso di circa 36 Km, sia singolarmente che in gruppo con le “solite” staffette: superfluo dire che pochi (3) hanno deciso di seguire la cartina, molto dettagliata e precisa, preparata ottimamente dagli organizzatori mentre il grosso ha preferito seguire con molto ordine le staffette. Primi 4 chilometri superstrada e poi le amate curve degli Scoordinati (tranne uno: indovinate chi?). Devo dire che nonostante le strade che evidenziavano poca manutenzione il lavoro delle staffette e la evidente esperienza dei componenti il piccolo serpente di moto presenti (28) ha reso piacevole e molto bello il giro che attraverso boschi di faggi (non a caso hanno dato il nome al raduno) e panorami da cartolina ci ha portato a visitare luoghi del pellegrinaggio al quale ogni anno gli abitanti del luogo partecipano per traslare dalla pianura al monte la statua della Madonna Nera di Viggiano, figura molto venerata in tutta la regione.

La sosta presso il Santuario oltre all’immancabile e ricco rifornimento al mezzo “umano” ha comportato l’assegnazione del 1° punto (vera novità del T.T.N 2013) e il 1° dei bicchieri dedicati (bella iniziativa di cui dirò di seguito la conclusione). Dopo sosta, rifornimento, timbro, visita e qualche foto rientro ordinato alla base. La serata si è conclusa, tanto per cambiare, al ristorante con cena, per la cronaca ottima e abbondante di specialità locali, compresa nel prezzo della iscrizione (12 €). Martedì 2° giornata: partenza con un lieve ritardo a causa di qualche piccolo inconveniente (le allergie sono purtroppo in agguato, le gomme talvolta si… afflosciano) brillantemente risolto dalla solerte e puntuale organizzazione. Giretto di 68 Km tutto curve e saliscendi con sosta al caratteristico volo dell’Angelo una interessante transvolata, nel vero senso della parola, tra le cime delle cosiddette Dolomiti del Sud unite da cavi di acciaio sui quali viaggiano appesi come “angeli” i temerari che vogliono assaporate il brivido della velocità e dell’altezza. Controllo , assegnazione del 3° punto e bicchiere (vuoto per ora) e nuovamente in sella per raggiungere dopo le solite X curve (tante) 2 rettilinei (di qualche centinaio di metri) e una galleria (con curve e particolarmente lunga, fredda e buia) la “Tana dell’Eremita” agriturismo che rispetta il nome come collocazione ma per il cibo è veramente un posto da visitare (nonostante la strada!!!!!) Al termine altro giretto di 64 Km stessa solfa (si fa per dire) solite curve, bellissimi paesaggi, ottima organizzazione di viaggio con piccola deviazione per ammirare splendido paesaggio naturalistico da cartolina, arrivo a Marsico Nuovo con 4° timbro, solito rifornimento umano e consegna bicchiere. 

Detto così potrebbe sembrare poca cosa ma posso garantire che nonostante le curve!!!!! e il fondo stradale è stato veramente una bellissima giornata in moto. Rientro e giusto il tempo di fare una rilassante doccia per tornare al raduno o meglio alla festa di paese con chiusura della giornata tra “giri” di birra , salsicce, carne alla brace e danze. Mercoledì 3° giornata. Il sole e il caldo hanno senza dubbio favorito la partecipazione (oltre 350 motociclisti) che ha visto il piazzale riempirsi a poco a poco di moto e il contemporaneo svuotamento dei vassoi colmi di brioche di ogni genere. Altro giro (40 Km) altro scenario il lago formato da una gigantesca diga sulla quale le foto si sono sprecate visto il paesaggio e i motociclisti per arrivare ad un paese famoso per fagioli e legumi in genere oltre che per una casa - museo arredata secondo le usanze locali con tanto di costumi indossati da bellezze altrettanto locali. Ovviamente solite curve e serpentone motociclistico ordinato e prudente con assenza dei soliti smanettoni impenitenti tanto rumorosi quanto veloci e un tantino imprudenti (per un Guzzista). Piccola nota: in questi giri ho pensato molto agli amici Scoordinati e confesso che mi sono sentito a mio agio sulle X curve degli oltre 200 Km dei vari percorsi grazie anche alla mia fedele Guzzi di cui ho apprezzato molto la elasticità del motore, i 90 cavalli (saranno pochi per qualcuno ma per me bastano!!!) e la maneggevolezza nonostante i 240 Kg più i non pochi del conduttore. Come nella migliore tradizione la conclusione della manifestazione con il solito pranzo (ottimo) anticipato dalla altrettanto solita premiazione con trofeo in vetro riproducente la regione che ci ha ospitato con incisioni dei percorsi fatti nei tre giorni di motoraduno. 

Dopo tanti bicchieri (vuoti ma caratteristici e particolari) ai partecipanti alle tre giornate è stata consegnata una altrettanto particolare e dedicata bottiglia (piena) di ottimo Aglianico. Saluti e un arrivederci a Morrovalle per il prossimo fine settimana per un nuovo motoraduno itinerante. Complessivamente tanto per non smentirmi ho fatto oltre 800 foto anche se mi sono dovuto limitare vista la mancanza della mia fotografa di fiducia nonché zavorrina costretta a casa per… lavoro). Devo aggiungere che l’organizzazione è stata esemplare ma non mi aspettavo qualcosa di diverso conoscendo alcuni dei componenti del Moto Club organizzatore che, forti dell’esperienza maturata con decine di partecipazioni a manifestazioni motociclistiche, hanno saputo unire il piacere e la passione delle due ruote con la voglia di stare insieme e rinsaldare nuove e vecchie amicizie. Per la cronaca: il rientro oltre al traffico ha visto fino a Salerno il sole , poi qualche nuvoletta fino a Napoli, a seguire cielo grigio per concludere con pioggia a tratti (da Fiuggi alle porte di Roma) e, giusto per togliere gli insetti dalla visiera del casco e dal parabrezza, un bel temporale fino a casa. In conclusione aggiungo al mio personalissimo Trofeo Turistico poco più di 1.000 Km ai 2.900 già fatti ovviamente solo per il piacere di andare in moto.

RESOCONTO A CURA DI:
Ottavio Bulletti