Motovacanza in Sicilia parte2

Quella notte oltre che per Claudia che il dolore le aumentava non è stata bella per nessuno di noi. Si è fatti i turni per il caldo, abbiamo smaniato; chi usciva dalla tenda, chi dormiva sul pratino, io e qualcun altro per un po' anche sull amaca ma poggiando bene i piedi a terra...non si sà mai...dovessi fare la fine di Claudia. La mattina alle 7,00 mi sveglio. Stavolta anche prima del treno perché il caldo era davvero troppo...Appena fatta colazione tutti al mare in costume a rinfrescarci le idee. È fichissimo...io odio le onde perché ho paura ma oggi sono magnifiche...con quella schiuma bianca che si infrange a riva...è uno spettacolo rotolarsi sul brecciolino e le foto non hanno sosta. I più coraggiosi si tuffano dentro incuranti di possibili meduse. E avremmo scoperto poi che ce ne erano,e pure tante...meno male non hanno osato avvicinarsi...forse per...paura...?? Non gli conveniva sicuramente alla "medusa"... Anche Gianni e Max agitando il loro "di dietro bianco" senza costume fuori dalle onde gridare.."Attenti...ecco la medusa..!" poi quasi tutti cedono in un sonno ristoratore. Io mi godo questo momento e questo mare. Cerco i sassolini più belli chiacchierando con Simone sulla riva mentre le onde ci riempiono il costume di sabbia mista a piccoli sassolini e ghiaia. Poco prima dell' ora di pranzo ci attrezziamo di nuovo da motociclisti per andare a visitare un altro posto nella nostra lista delle "cose che vale la pena vedere". Le GOLE DI ALCANTARA. A nulla valgono le lamentele di me e Betta vorremmo stare le ore più calde a goderci il refrigerio del mare e proponiamo quindi di muoverci non all' ora di punta in giro come "cammelli nel deserto" ma appena dopo pranzo. Che poi fondamentalmente è un po' il pensiero di tutti... "ma noooo..!" ci dicono...oggi si và via prima e non con il caldo...macchè ...per quanto si fà veloci, l ora è sempre quella. Se poi abbiamo la sfortuna di doverci fermare per qualcosa tipo "fare benzina" allora lì tutti fermi sotto il sole. Si fà schiuma come i cavalli anche se ci si organizza all' unisono della serie: via,rivestiamoci,si riparte!!.. il caldo è sempre toppo e quindi si sbuffa un po'. Mentre si percorre la strada designata come una bimba curiosa mi guardo intorno e scorgo il panorama notando le varie segnaletiche e a volte ridacchio da sola per via dei nomi molto strani tipo "Ospedale cervello".. Oppure mi rendo conto per esempio che il famoso liquore "Marsala" e i buonissimi pomodori "Pachino" si chiamano così per il luogo da dove provengono. Appena arrivati  parcheggiamo facendo ancora la collana con i nostri caschi annodati alle moto. Anche se ormai lo facciamo ad occhi chiusi purtroppo il casco di Max prima che lui riesce a bloccarlo finisce per terra con un tonfo. Un attimo di silenzio collettivo e poi l interessato comincia a "smadonnare", si può dire? Questa non ci voleva;non si capacita di come sia potuto succedere. Noi si cerca di calmarlo...ma è troppo arrabbiato e per un po' ci fà il muso. Cerchiamo di distrarlo andando in uno spaccetto dove ci sono "souvenir". Personalmente impazzisco  di fronte ad una spazzola per capelli con una figura di un pesce...niente ...pure se non lavoro buon sangue non mente e anche se sono in ferie il "richiamo" c è sempre.
Ci mangeremo anche qualcosa;arancini e pizze. Non si sà come...ma con una minima spesa e un piccolo scontrino riusciamo a pranzarci "tutti e 12"!!Ora a pancia piena siamo tutti più rilassati compreso Max che ora abbraccia tenero Elisabetta alla quale ha "preso" delle ciabattine tipo subacquee e già che c era se ne "prende" anche un paio per lui così potranno godersi la passeggiata nel ruscello del acqua gelata. Anche Simone e Gianni hanno quest idea e quindi tutti soddisfatti per questi ACQUISTI andiamo al banco informazioni per prenotarci la visita guidata. Lì ci rendiamo conto che ci sono vari percorsi e scegliamo quello che ci sembra più adatto. Ci avvisano che il nostro gruppo parte da lì tra pochi minuti. Ne approfittiamo per andare in bagno...qualcuno è un po' preoccupato perché anche dopo aver preso medicinali vari sarà forse anche il cambiamento dell' aria o la lontananza da casa non hanno  ritrovato l equilibrio naturale fisiologico e sono un po' preoccupati oltre ad avere un evidente malessere. Non sò se è una cosa famigliare o lo stress della vita moderna,ma purtroppo notiamo che è un problema quasi interamente collettivo tranne pochi fortunati (tipo io, Mimmo, Massimo...) che invece siamo puntuali come un orologio...Qualcuno commenta con Massimo:"e te credo con tutto quello che te magni..!" In effetti non ho mai visto nessuno mangiare tanto come lui ed essere così magro...e non sono solo io a pensarlo... Quindi all' ora prestabilita  la guida chiama  e tutti come pulcini dietro alla chioccia la seguiamo...qualcuno ancora trangugiando il pranzo.
È una bella ricciolina simpatica che con il suo dialetto con calata "siciliana" ci spiega man mano che ci inoltriamo in piccoli sentieri tra alberi antichi e particolari soprattutto di frutta. Poco più avanti con l espressione che hanno le persone che vedono acqua nel deserto,scorgiamo  una fontanella dove ci bagniamo tutti completamente...testa compresa. Ora và meglio. La ascoltiamo tutti  con interesse anche se il caldo non ci dà pace. Non ci vuole molto, soprattutto i ragazzi per rendersi conto che loro avrebbero preferito fare il percorso  A  e non il  B perché per loro era più interessante in quanto vissuto da dentro. Innanzi tutto avrebbero dovuto indossare delle  mute e sarebbero potuti entrare  tra le rocce e negli anfratti più belli compresa la discesa nella sorgente...però la voglia di stare tutti insieme era stata più forte. Arriviamo in un punto più ripido dove la guida ci fà scendere pochi alla volta e lì ci spiega dei vari strati di roccia presenti nella "gola" che non sono altro che diverse e differenziate "colate laviche" che hanno avuto luogo in precisi e distanti periodi tra loro e si distinguono dalla forma e dal disegno visto che anche dei probabili terremoti ne hanno cambiato il disegno, l aspetto e la consistenza. Qualcuno di noi più temerario tipo "Luca e Gianni"si arrampicano più sù per fotografare meglio nei dettagli e lì non possono non accorgersi di uno scorcio bellissimo ma situato in un punto non facilmente raggiungibile; c è uno sfondo di lava ma liscio probabilmente causato dal "ruscello" che timido e tranquillo scorre lì per inoltrarsi nel punto dove la gola è più profonda. Ci sono anche dei massi più grandi e persino un po' di vegetazione. Insomma un piccolo paradiso. I ragazzi chiedono come si fà ad andare laggiù...ma purtroppo la guida con un sorriso lieve ci spiega che essendo troppo ripido non hanno ancora reso accessibile al pubblico quel piccolo spettacolo e che lo si può solo ammirare dall' alto. Naturalmente non soddisfatto della risposta Gianni ,"che lui ci sà fare",con il suo sorriso ammiccante e paraculo non smette di tormentare la "poveraccia"in modo che gli dia il suo permesso per scendere e fare una foto da vicino.
Ovviamente dopo qualche tentativo di fronte alle sue loquaci e insistenti "richieste" riesce a stappargli un: Vabbè però torna subito e stai attento,che se mi vedono mi licenziano perché può essere molto pericoloso. Di lì a poco senza dire niente lei guarda gli altri  e se ne esce con un :"dai ragazzi ,a sto punto non ha senso che scende solo lui...se volete potete andare anche voi,ma mi raccomando ,fate molta attenzione! Noi donne si rimane sù e ci accontentiamo di fare foto dall' alto. È uno spettacolo vederli laggiù...sono come dei bambini che giocano con l acqua per la prima volta...si schizzano,ridono.. dei simpatici selvaggi. La guida sorride complice e soddisfatta di essere stata proprio lei a dargli questa emozione. Poco dopo però comincia a preoccuparsi perché vede che come si fà per i pupi,non si riesce a farli uscire dall' acqua...anche noi li chiamiamo e poco dopo ci raggiungono asciutti,compiaciuti e visibilmente"rinfrescati". Continuiamo a scendere e arriviamo sulla riva di questa acqua indimenticabile. È bellissima. Decidiamo anche per questo di passare all' altra sponda dove c'è una spiaggetta su cui stendersi. Appena messo il primo piede ci guardiamo tutti in faccia e raggeliamo trattenendo il respiro e con un filo di voce sussurrare"mamma mia ..è ghiacciata!" io faccio come i gatti quando attraversano la strada...e cioè faccio pochi passi e torno subito indietro...e non sono l'unica. Pensavo che non sarei Mai riuscita a farcela...con quel acqua GELIDA si perde proprio la sensibilità dei piedi...sembra che la circolazione si blocchi e si congeli all' istante...ma decido che devo riprovare anche perché c'è gente che ci stà comodamente sdraiata dentro. Una signora ci spiega che è questione di abitudine e che dobbiamo provarci poco alla volta.
Ha ragione...infatti poco dopo svariati e veloci tentativi il nostro fisico si abitua alla bassa temperatura e riusciamo ad arrivare alla sponda opposta. Ormai non ci ferma più nessuno. Ci sediamo sulle rocce con le gambe nell' acqua. Claudia se la dorme proprio profondamente e a nulla valgono i tentativi di me e Dorina che cerchiamo di svegliarla chiamandola. I ragazzi che sono ormai pionieri vanno addirittura nel punto più alto a nuotare in quel acqua gelida dove c'è altra gente che però stà indossando la muta. Loro sò tosti. Tornano tutti soddisfatti di  averlo fatto,soprattutto Gianni che mi racconta con aria sognante che quando nuotava in quel acqua ha provato sensazioni uniche visto che non sentiva più il suo corpo che era come "addormentato"e ci credo...con quel clima! Mentre sono li al sole con l'acqua che mi rinfresca penso che si,oggi ne è valsa la pena di soffrire un po' il caldo. Che pacchia!! Scattiamo delle foto ricordo l'occhio cade su di una ragazza sdraiata a prendere il sole con un seno che ha dell' ESAGERATO è talmente enorme che quasi tutti concordiamo che è sicuramente "rifatto"...Vediamo in cima alla gola qualcuno che sbraccia e ci saluta...ma chi è? Ah!...si è Alessandra...ma.. Come mai è così esuberante..? incrocio lo sguardo con Mimmo e commentiamo:"Forse è andata in bagno?...Scoppiamo a ridere. Sicuramente è così!! E infatti scende tutta esultante e ci dà la conferma spiegandoci che quel acqua fredda ha fatto miracoli. Max e Mimmo ci richiamano sull' attenti...ci conviene avviarci in modo che andiamo a visitare anche "Isola bella"!ci lamentiamo un po',ma tutto sommato ci và bene. Così in un giorno ci vediamo più cose visto che ormai la permanenza lì in quel campeggio alle Toyanni era quasi giunto al termine. Mentre ripercorriamo una parte del piccolo sentiero assaggiamo  dagli alberi del frutteto qualche limone e piccoli "fichi d'india" che ci spiega la guida non si chiamano così perché vengono dall' India ma che vengono dall' America. Mah! Chissà perché allora li avranno chiamati così.. Gianni di nascosto ruba anche una rosa per me con la faccia incredula di Max che chiestami chi me l'aveva data continuava a ripetere: "noooo non può essere...non ci credo...mentre io lo guardavo con un espressione sorridente e imbambolata. Saliamo un piccolo pezzo in ascensore. Gianni è silenzioso, a lui danno un po' fastidio gli spazi chiusi. Mentre salutiamo calorosamente la nostra guida passiamo davanti ad una sfilza  di mute e stivaloni messi lì ad asciugare su di una rete al sole. Poco dopo siamo già ad Isolabella. SI tratta a prima vista di un isolotto roccioso dove all' interno di esso è stata scavata e costruita una bellissima dimora. Attraversiamo la spiaggetta che precede tale "spettacolo".
Claudia è esausta e sceglie di riposarsi un po' e aspettarci lì. Noi con passo attento e ponderato per non scivolare nell'acqua,attraversiamo parte del mare a piedi,tra le rocce viscide e l'acqua per raggiungere la guida che ci aspetta. Si tratta di un amico di Mimmo e Gianni che gli aveva fatto conoscere tale meraviglia proprio l'anno prima. Lo seguiamo e ascoltiamo. E' bellissimo. Sembra un fortino. C'è addirittura una porta formata da grandi massi. In pratica quando è chiusa ad occhio nudo non esiste "porta" ma un muro unico. In un insenatura c'è addirittura uno sportellino con un telefono...mi ricorda un po' tanto i "Fliston". Sempre in pietra ci sono anche parecchie cucce per i cani... domanda: Ma quanti cani c'erano?...Passiamo all' interno. Scatto 1 foto da una finestra tipo "oblò" dalla quale si vede la spiaggia. È la parte migliore come panorama dal paese lì di fronte "CapoTaormina".Passa in secondo piano un piccolo Yacht.. che spettacolo!! E che sogno... Ti immagini abitare lì? Visitiamo più di un bagno...sono bellissimi,con tanto di mosaico,colorati e luminosissimi,per non dire di altre stanze molto caratteristiche. C'è anche una camera da letto con uno specchio enorme anche se ormai un po' rovinato. Non riusciamo più ad essere così tutti insieme come una scia  perché ognuno di noi è attratto da qualcosa di particolare e Dorina è sicuramente una tra quelle...con la sua macchinetta...foto in mano. Gliela rubo un attimo per farle qualche foto con lo sfondo come ricordo facendole assumere pose a lei un po' estranee ma dal risultato spontaneo e divertente come lo è lei. Vedo sù di una roccia una piantina a foglie verdi e lì la nostra guida mi spiega che è una piantina di "capperi"...ficooooo!! E chi pensava fossero così. Dopo una bella birra ringraziamo e usciamo da quella dimora di altri tempi per raggiungere Claudia che naturalmente riposandosi un po' era caduta in un sonno profondo e ristoratore...con Massimo che dopo le aveva dato compagnia...non a caso loro 2 insieme si sono guadagnati da noi il soprannome " Nanna,pappa e cacca"... Gianni mi dà l idea di approfittare per sentire telefonicamente dei miei amici Siciliani per vedere se saremmo riusciti ad incontrarli,magari anche a metà strada. Si trattava di una famiglia che aveva vissuto nel mio stabile a Roma x qualche anno,ai quali ero rimasta molto legata. Avremmo potuto incontrarli quando avremmo dovuto  fare la tappa "Pachino" visto che loro sono di quelle parti,e anche se prima di partire faceva parte della nostra tabella di marcia,poi per una serie di motivi che  hanno creato contrattempi,avevamo subito un ritardo con i tempi prestabiliti,quindi avevamo saltato quella fermata x proseguire direttamente a " Rocccalumera" dove c'era comunque un mare bellissimo e ci saremmo riposati e così anche Mimmo avrebbe potuto passare un po' di tempo in più con la sua famiglia. Ma purtroppo niente più incontro perché ormai nei 2 giorni che ci erano rimasti da passare lì prima di andare a Cefalù i miei amici per motivi di lavoro non riuscivano proprio a raggiungerci. Va bè pazienza. Sarà per la prossima volta...tanto abbiamo già deciso...in Sicilia ci torniamo... Naturalmente e a questo punto non poteva mancare un tuffo nel mare. Io ne approfitto per fare loro delle riprese visto che non nuoto. Non passa molto tempo che vedo Gianni cambiare faccia e uscire dall' acqua. Purtroppo è stato sfiorato da una "Medusa" e il dolore comincia a sentirsi... Ha addirittura stampato sulla gamba la sua forma. Una signora che stà prendendo il sole gli consiglia di metterci sopra una foglia di "aloè" che si trova sù di una roccia e Gianni si tuffa a prenderla con un coltellino. Esce dall' acqua con un dolore in più. Purtroppo è scivolato... e diciamo che anche se non si è fatto male...stava meglio prima. Appoggia questa foglia tagliata in due sulla parte dolorante. Intanto ammiriamo un piccolo cane batuffoloso che è lì vicino e noi sotto l'ombrellone. Rientriamo al campeggio,sgassiamo un po' a lungo al semaforo dell' incrocio delle Letoyanni dove facciamo sempre tutti i giorni una lunga attesa e intanto giochiamo sempre a spegnerci le moto a vicenda,sfilandoci addirittura le chiavi dal quadro,e poi al verde,viaaaa..!!!! è ancora giorno e quindi al campeggio non dobbiamo spegnere le moto...evviva!!! Appena arrivati il proprietario ci dice che forse "corriamo un po' perché anche da lì e cioè dal campeggio,lui ci sente arrivare addirittura dal semaforo,che dista da lì qualche km. Ci guardiamo stupiti e scoppiamo a ridere...ma mica poi tanto quando ci dice anche che lì ci sono dei segnalatori di velocità a distanza e che di multe là ne fanno a bizzeffe...mahh...speriamo bene...che non ci arriverà niente... Al campeggio ci si accostano delle persone per ammirare le moto. Un signore ci offre del vino e chiede ai ragazzi se poi l'avrebbero aiutato a scaricare un motorino dalla sua roulotte. Anche una bella signora fà delle avance alla moto "rosa" di Simone,o a lui,non si capisce bene e gli chiede anche se ci può salire un attimo. Simone è contentissimo e le fà anche delle foto..capirai...lui è particolarmente sensibile al fascino femminile. Naturalmente anche gli altri non sono da meno.. Infatti qualcuno sostiene addirittura che la bella signora MORA era già da un po' che faceva avanti e indietro per essere notata e che addirittura..."sotto il vestito non ci fosse niente...!" Siamo di nuovo nei bagni a farci le solite docce. La ragazza che pulisce i bagni è bacchettona e spesso rimprovera le persone che accedono per sbaglio nell'ala dei bagni che lei  in quel momento chiude al pubblico per ripulirlo. Anch'io spesso resto disorientata dal suo "chiudere lì" e riaprire "di là"... Ogni tanto perdevo per un attimo il senso dell'orientamento. Incontro Alessandra che tutta esultante mi dice che ha trovato un rotolo di carta igienica abbandonato...che colpo ...e che fortuna...mamma mia come siamo ridotti...neanche fosse oro... Stasera si cena al ristorante con la famiglia di Mimmo per anticipare quello che sarà il battesimo della piccola Diana,visto che noi quella sera non saremo potuti essere presenti in quanto la tabella di marcia ci avrebbe portato a Cefalù come prestabilito e che poi ci avrebbero raggiunto Dorina e Mimmo  un paio di giorni dopo. C' erano naturalmente oltre alla mamma e le sorelle anche il fratello di Mimmo e un amico di famiglia che noi simpaticamente avremmo soprannominato "Babbo Natale" al quale la somiglianza era molto simile. Appena arrivati lui era già lì pronto scalpitante con quello sguardo di profonda ammirazione per le moto e i motociclisti e con la sua macchinetta non la finiva più di farci tante "foto". Entrati nel ristorante abbiamo subito trovato dei buonissimi antipasti e soprattutto i miei preferiti.. Tanti pomodorini secchi sott'olio...mhhh..che buoni...! Come resistergli...Dopo una bella mangiata e tante risate scopriamo che anche il proprietario di questo ristorante vuole vendere... commentiamo:"Aoo..! ma che è un epidemia...!" Dopo aver consegnato il famoso seggiolone per la piccola Diana salutiamo e ringraziamo. Ad un bar facciamo scorta di acqua per la notte,gassata per noi e liscia per altri. IO la infilo nella mia piccola borsetta dove ormai accolgo tutto per tutti...portafogli, chiavi telefonini, anche la tavoletta di legno da piazzare sotto il cavalletto della moto parcheggiata in caso di pavimento poco assestato. Anche Claudia nel suo zaino ha un po' di tutto che però per via della caduta dell' amaca con il peso che influisce accusa più del dovuto. Facciamo però un giro al lungomare"Letoyanni" dove c'è una festa di paese con una cantante e qualche bancarella...io e Claudia curiosiamo un po' per bancarelle trascinando a stento le gambe per la stanchezza...ma valeva la pena di vedere queste cose...Rientriamo chi prima chi dopo scegliendo anche percorsi diversi per poi ritrovarci tutti "esausti" alle tende. Ormai i giorni erano alla fine e dopo la gita all' Etna saremmo ripartiti anche da lì...purtroppo....

Da qui arriviamo al presente per tornare al passato.. Interrompiamo per un attimo il racconto di Ivana per ripassare alla penna di Dorina..

Oggi è il 22 dicembre 2008, solo tre giorni a Natale...e mentre ci vestiamo con maglioni e paltò come dicono a Milano, con la città invasa da luci colorate e musiche che sanno di buono, mi viene chiesto dal nostro "ILLUSTRISSIMO PRESIDENTE" di ritornare in dietro di un anno, 4 mesi e 7 giorni, esattamente ad un ferragosto del 2007, giorno della partenza di dodici di noi con destinazione Sicilia.
Allora mi tolgo il cappello rosso da babba natale e indosso un bel costume da bagno, con il mio telo mare usato per quella vacanza, sdraiata sul balcone di casa con tanto di occhiali da sole e crema abbronzante, con la speranza che questo mi aiuti a tornare in dietro con i ricordi prima che i vicini chiamino il 118!!
Sarà il 20 o 22 di agosto, obiettivo Etna, personalmente la giornata che più mi ha affascinato. Un posto emblematico, circondati da un silenzio rotto solo dalla nostra presenza.
In quei giorni in Sicilia il caldo ci sta facendo morire, di notte peggio che di giorno. Sia io che Domenico alloggiati A Roccalumera da sua madre, sia il resto del gruppo al campeggio  di Letoyanni, ci svegliamo la mattina già alla ricerca di un pezzetto d'ombra o di una doccia fredda. Solo il pensiero di dover infilare un casco con questo sole che sembra che guardi solo te ci fa piangere e nuovamente Marco ribadisce il suo concetto: e anche oggi ci ho rimesso! Ma la giornata deve ancora iniziare!!
Domenico, invece quando si trova in Sicilia, rifiorisce in lui il suo essere trasgressivo e si rifiuta categoricamente di mettere il giubbotto per andare in moto. Da parte mia, l'uomo siciliano non va contraddetto mai, (ma solo se siamo in Sicilia...s'intende!), e non rimane altro che assecondarlo e anzi appoggio a pieno questa decisione.!!
Che storia! In moto a maniche corte, con il sole che ti scalda senza farti morire perché non ce la fa a raggiungerci, è certo, quella moto gialla ai tempi d'oro ha dato filo da torcere anche al pianeta sole!!! Raggiungiamo gli altri al campeggio, sbalorditivo!!!
Sono già pronti!
Ci avviamo verso un ennesimo punto d'incontro, dove dovremmo trovare altri due motociclisti, amici di Massimo. Le nostre partenze le ho sempre adorate, perché se già una moto fa grande scena da sola, la partenza di sette moto diventa un vero spettacolo, con le persone che incuriosite e anche forse affascinate si fermano a guardare e noi che con i caschi sembriamo tutti dei gran gnocchi! Al casello ci raggiungono questi due ragazzi, entrambi imbragati con quelle tute che sembra che sei appena sceso dalla luna e non da una moto! Vederli cosi vestiti mi ha un po' preoccupato, vedere poi Luca che ridendo dice: Ah! Allora si fa sul serio! Anche lui prima in maniche corte, ora tutto carico si allaccia il giubbotto, io mi avvicino e gli chiedo: in che senso si fa sul serio? Perché ti sei messo il giubbotto, mica fa freddo? Che ridi Luca? Rispondi no? Allora vado da Domenico e gli chiedo: perché quelli sono vestiti così? Mica corriamo vero? Perché oggi nessuno mi risponde?? Uffa! Che pizze!!
Dopo 10 minuti di chiacchiere ci avviamo per la nostra meta e in quel giorno faccio una grande scoperta...mai e poi mai in autostrada senza giubbotto. Che male! Sembra che qualcuno ti lanci secchiate di spilli e te li prendi tutti!!
Prima di raggiungere l'Etna facciamo un po' di soste...sosta caffè, brioche, pizzette, cannoli...e cosa vedono i miei occhi!! Un chiosco di frutta, pesche, uva, fichi d'india!! Gnam! Gnam! Compro qualche pesca e chiedo al venditore siculo quanto è. Gentilmente mi risponde che non gli devo nulla. Io ringrazio felice come un gatto che ha acchiappato un topo ed esco subito dal negozio prima che ci ripensi. E' la seconda volta che prendo e non mi fanno pagare...adoro questa terra!!!
Seconda sosta...ci fermiamo in attesa che ci raggiunga parte del gruppo, perso all'improvviso in un attimo. Ci preoccupiamo un po', poi si scoprirà che un ape era entrata nel casco di Massimo...povero Massimo o povera ape? Mah!
Manca poco per l'Etna, manca proprio il pezzetto finale e iniziano le prime curve...prima a sinistra...poi a destra...e poi eccola di nuovo a sinistra...e di nuovo a destra...e curva dopo curva si inizia a salire e le moto, o meglio i motociclisti e i passeggeri per forza iniziano a piegare per ogni volta che vai a sinistra e per ogni volta che vai a destra!! Ora capisco le tute di quei due ragazzi che sfrecciano e ci superano, insieme a Massimo e poi Simone e Maximiliano carico a mille con Elisabetta che l'unico commento espresso è stato: lui piegava ed io raccoglievo le margherite! Io manco quelle, tenevo gli occhi chiusi!
La strada è nuovissima, l'asfalto sembrava stato appena fatto, ai lati poca vegetazione e solo pietra lavica. Un silenzio ed una desolazione suggestiva. Arriviamo sino alla fine della strada, circa 1800 metri...che spettacolo! Tutto sembrava inesplorato, avevo la sensazione che quella pietra lavica solo il giorno prima avesse percorso le pareti del vulcano, inondando con il suo fuoco tutta la zona, alberi sdradicati diventano quasi una conferma che quello che sai ma che non hai mai visto è realmente accaduto.
Quando ti vesti nei panni del turista e ti rechi a visitare dei luoghi famosi per la loro storia e importanti per la loro evoluzione tutto è comunque ben curato dalla mano dell'uomo, nulla è lasciato al caso e nulla puoi toccare. Andare a visitare l'Etna non significa nulla di tutto questo, perché la natura ha fatto il suo corso e nel rispetto di essa non è stato modificato alcunché, infatti in realtà a primo impatto ti sembra di vedere solo una montagna di massi grigi con un unico bar aperto strategicamente per i turisti affamati di cibo e souvenir. Eppure è stato impressionante essere circondati da quella che al tempo era lava, un pericolo per l'uomo, noi invece l'abbiamo toccata, ci siamo addentrati per fare fotografie e chi come me oggi ce l'ha in casa come ricordo e per l'orgoglio di dimostrare che io lì ci sono stata per davvero. La maggior parte del gruppo decide di fermarsi, mentre Luca sceglie di proseguire e tramite una visita guidata vedrà uno scenario ancora più spettacolare, cosi particolare da fare fatica a raccontarlo a parole. Noi invece ci rigeneriamo nell'unico punto di ristoro che c'è, dando fondo alle riserve alimentari di quel piccolo bar! Noi ragazze più che altro veniamo attirate dai braccialetti, collane e oggetti vari ricavati con la pietra lavica, io escogito il mio affare della giornata, ed invece di comprare la pietra lavorata per darle una forma appetibile per essere venduta, mi riempio lo zaino di lava ormai solida e con la fantasia gli do tutte le forme che voglio!!! Le so tutte!!! Così, ho fatto una marea di regali!!!
Il pomeriggio si sta concludendo, aspettiamo Luca, raccogliamo le nostre cose e le nostre pietre e torniamo giù. No! Ancora tutte quelle curve, che in discesa sono ancora peggio!! Non c'è una strada che dritto per dritto ci porta a casa? Ma tanto anche se ci fosse, chi mai si sognerebbe di privarsi di un asfalto così liscio e immacolato??? Arriviamo ai piedi dell'Etna Max e Domenico si guardano,sorridono ed esclamano!! Perché non ritorniamo su? Perché non rifacciamo un altro giro dell'Etna? L'idea non è male ma ormai è tardi allora salutiamo gli amici di Massimo, ragazzi sicuramente molto simpatici che però preferirei poterli rivedere in occasione di una bella gita in tandem!!
La sera ci ritroviamo tutti a Roccalumera, cena a base di pesce per tutti, un ristorante sul lungo mare. Pepata di cozze, misto mare, grigliate di pesce, vino non manca mai. Bella giornata anche oggi sicuramente, quante posti stiamo visitando, quante emozioni in moto, e nell'osservare questa lunga tavolata caciarona con i visi abbronzati, divertiti e rilassati, mi perdo fra le battute di Gianni e i dispetti di Maximiliano, e getto uno sguardo sul mare che rumoreggia con le sue onde alle nostre spalle, scatenando così il desiderio di rallentare quel tempo che scorre troppo velocemente quando stai così bene.

Ora torniamo al passato col racconto e la penna di IVANA

Claudia e Massimo sarebbero ripartiti qualche ora prima di noi per raggiungere un amico storico di Massimo che vive poco lontano da lì e passarci qualche ora a raccontarsi cose vecchie e nuove. Il giorno dopo li avremmo raggiunti tutto il resto del gruppo visto che aveva insistito per ospitarci in modo che avremmo spezzato il prossimo tragitto per Cefalù. Quindi per l'ultima sera si stava tutti insieme negli ultimi e carinissimi posti. Si và a cenare da bei romanticoni di nuovo a Taormina e questa volta nel ristorante dove la prima volta volevamo fermarci senza esservi riusciti. Mentre ordiniamo pizza ascoltiamo  la canzone di "Antonacci" dal contenuto particolarmente"significativo". Il cameriere non è un gran ché simpatico e neanche la pizza un po' in miniatura e poco caratteristica,sarà sicuramente difficile digerirla ma la fame è fame.
Beviamo CocaCola e gassosa. Qui non c'é non c'è il famoso "sgorgante" della signora Francesca...con quello si che ci "stappava tutto"!! Facciamo un giro anche per le vie di Taormina. Siamo però un po' più tristi perché lì poi ci saremmo cominciati a separare...in quanto qualcuno avrebbe anticipato la partenza come Claudia e Massimo e altri sarebbero rimasti lì. Parlo di Mimmo e Dorina naturalmente. Purtroppo era un momento difficile per loro,ma anche per noi perché lì entrava in merito l'affetto e la vicinanza con la famiglia e i parenti sempre lontani che li avrebbero voluti qualche giorno più vicini a loro,e quello degli amici e la ragazza che invece faceva parte di un intero anno lavorativo...di passare bellissimi giorni indimenticabili divertendosi insieme. Naturalmente in questi casi è naturale...vince la famiglia come è giusto che sia visto che il tempo da passarci insieme era veramente poco e il risultato era un po' di tristezza e silenzio tra noi quella sera... Soprattutto lo leggevo negli occhi di Dorina che era dispiaciuta di lasciarci per qualche giorno,ma ben contenta di stare vicina al suo Mimmo e vederlo felice. Anche per questo più di qualcuno di noi aveva "Herpes labiali" veramente fastidiosi che erano il risultato di tutto lo stress accumulato. Cercavamo piccoli Souvenir e belle cartoline e io specialmente ho fatto di nuovo man bassa di granite e bombe con ricette che mi venivano consigliate da pasticceri "ammiccanti" ben felici di vedere la mia espressione un po' scettica per poi rendermi conto che "quei dolci" erano davvero INSUPERABILI. Come la granita di mandorle e le brioches con dentro la granita al limone...tanto di cappello...! Ci siamo sdraiati su di un muretto a picco sul mare e col rumore delle onde qualcuno si è addormentato sdraiato beatamente. Luca e Simone mettono alla prova la loro macchina fotografica facendo diversi scatti per vedere la loro abilità usando me momentaneamente come soggetto e una scala buia e lunga a chi riusciva a renderla più visibile ad occhio nudo sul display. Come ultima tappa Mimmo e Dorina ci consigliano di visitare un piccolo paesino su in cima alla montagna dal nome "Castelmola" dove c'è tanta intimità e un BAR proprio STRANO. Appena parcheggiato dopo aver piazzato la solita tavoletta (custodita gelosamente) sotto il cavalletto entriamo in questo bar e ci rendiamo conto che la sua caratteristica era avere tutto in un'unica forma e cioè..."IL MEMBRO MASCHILE". Bicchieri,bottiglie con tanto di "tappo",quadri, maniglie delle porte,attaccapanni,sedie e addirittura ci sono souvenir. Mi colpisce particolarmente una DAMA,con tanto di pedine sempre a forma di ....... Magnifiche...!!! Ridendo esclamo a Gianni: "Certo che se dovessi portare un regalo così...a qualcuno non mi potrebbe certo dire la classica frase...NON MI HAI PORTATO UN C....o...!!! perché guarda quanti ce ne sono...hi! Hi! Consumiamo delle bibite arsi dalla sete seduti sparsi un po' qua un po' là.. Perché il bar è veramente piccolino ed il tutto naturalmente "offerto gentilmente dalla casa"... Rientriamo a dormire. Mentre la mattina dopo Claudia e Massimo fanno le valigie...si fà per dire, Claudia è alla ricerca di ancora di qualcosa che non trova,ovviamente. Si tratta del pezzo sopra del suo costume...mah che fine avrà fatto...ed un paio di scarpe che però gliele ha nascosto Simone. È proprio stressante fare i bagagli così spesso...e ogni volta qualcosa non entra più. Prima o poi abbandoniamo sempre qualcosa. Gianni il suo sapone miracoloso sciogli tutto,io le mie mitiche infradito comodissime durate però solo 15 giorni...ma ne hanno fatta però di strada,e varie creme e prodotti eccezionali,tutto il necessario da igiene personale MIA e non solo "tutto al servizio di tutti" e poi alla fine volutamente abbandonati e regalati per fare il posto a saporiti dolcetti. Vado con il pensiero al nostro presidente del motoclub MAURO che prima della nostra partenza  ci consigliava di portarci biancheria e cose vecchie...e anziché lavare...abbandonare...via viaaaa!!!! Si ora terrò in serbo per la prossima volta questo consiglio... Le telefonate dei nostri parenti e amici Romani ci alimentavano il dubbio che la prossima e ultima meta "Cefalù"fosse veramente andata a fuoco,e quindi preoccupati incaricavamo di indagare Enrico il fratello di Max da Roma tramite internet e il fratello di Massimo telefonicamente invece, che già si trovava lì a Cefalù da 2-3 giorni e ambedue ci confermavano di stare tranquilli che anche se al telegiornale dicevano che Cefalù era tutto un fuoco, quella zona era misteriosamente sopravvissuta...miii che fortuna!! Eravamo un po' più tranquilli. Almeno quello perché intanto Gianni non faceva altro che ricevere purtroppo telefonate provenienti da Roma che avevano come tema il lavoro lasciato al cantiere,ed eseguito in parte da gente assenteista e il resto da non competenti i quali richiedevano continuamente sua supervisione con tanto di nervosismo generale. Alla fine anche noi ci preparavamo ormai a rifare i bagagli facendo tesoro delle esperienza acquisita. Per esempio la nostra valigetta "OFFICINA" con il tutto per la moto ecc. Gli avevamo piano piano dato la collocazione più giusta e comoda e cioè nella nostra veranda che abbiamo cambiato nominativo in "GARAGE" e cioè abbiamo trasformato l'entrata del retro della tenda in "entrata principale",così la veranda è diventata un comodo chiamasi  GARAGE,dove avevamo ormai collocato la "valigetta officina", il "pronto soccorso",la carta igienica, le ricariche elettriche per i telefonini e soprattutto scarpe ,caschi e giacche. Saldiamo l' ennesimo conto e ce andiamo"purtroppo anche da lì". Mi rimetto in tenuta da moto con i miei ormai collaudatissimi e comodi codini e saltando in sella rivolgo ancora lo sguardo a quel "camper stranissimo" di forma inusuale al quale passavamo davanti ogni volta che entravamo e uscivamo dal campeggio. Sfrecciando carichi come sempre noto ancora l'indicazione memorabile dell' ospedale CERVELLO e del supermercato Qui CONVIENE. Ora avemmo raggiunto Claudia e Massimo dai loro amici in un luogo di montagna dove avremmo passato la notte per poi dirigerci a CEFALù....... BACI.....by IVANA.

Ad ora la parola a  FIAMETTA SANDRA..

Lunedì 27 Agosto 
La nostra ultima meta prima del ritorno è la bellissima Cefalù.
E si decidiamo di ripartire anche se a malincuore per aver rifiutato il pranzetto che ci avrebbe preparato la moglie di Giulio, ma anche quella mattina faceva molto caldo nonostante le montagne che ci circondavano, optiamo per la partenza.
Ennesima brioche al gelato e riprendiamo l'autostrada Messina-Palermo.In strada solo noi in moto e la desolazione di km e km di vegetazione andati in fumo dalla perversa follia umana. Una tappa in autogrill per mangiare e fare benzina, poi dritti al campeggio. Combattiamo, anzi Max combatte come al solito con il proprietario, un vecchietto che sembrava un po' rinco, a cui invece non sfuggiva nulla. Ore 14:00 circa ci assegna la piazzola e decidiamo di montare le tende, ormai grandi esperti, e poi di corsa in spiaggia. Il mare era un brodo in confronto a quello di Letojanne ma sempre spiagge pulite e tranquille, così tra un bagno un gelato e un po' di riposo torniamo su in tenda e nell'indecisione rimaniamo in campeggio a cucinare il pesce. Devo dire che quella sera i maschietti hanno pensato proprio a tutto dal pesce alla brace e nonostante la loro bella sudata anche quella è stata una piacevole serata, anche se a noi tutti sotto sotto sentivamo la mancanza di Mimmo e Dorina.
Comunque avevamo deciso che negli ultimi tre giorni ognuno poteva fare ciò che voleva infatti dopo cena io e Marco rimaniamo in campeggio mentre gli altri escono a fare un giro per la città.
Martedì 28 Agosto
I nostri risvegli erano sempre molto caldi perché il sole picchiava forte e alle 8 eravamo quasi tutti in piedi.
Facciamo tutti colazione e visto l'ennesima giornata di sole io e Marco usciamo per andare a visitare un paesino a 40 km da Cefalù, Santo Stefano di Col mostre, rinomato per le produzioni artigianali di ceramiche.
Max, Betta, Massimo, Claudia, Gianni e Ivana, Simone e Luca rimangono in spiaggia in campeggio del fratello di Massimetto o ragnatela come lo soprannomina Lello, perché Lello c'è anche in Sicilia!!!
Noi andiamo ma decidiamo di non fare l'autostrada ma tutta la costiera e devo dire che anche qui i colori del mare sono sempre spettacolari e alla luce del sole offrono mille sfumature diverse.
Arriviamo a Santo Stefano, Marco già c'era stato e non potete immaginare cos'era ogni venti metri, un negozio di ceramiche pieno di ogni tipo di oggetti, tutti creati e dipinti a mano. Peccato che non abbiamo potuto comprare poi molto, ma spero tanto di poterci tornare.
Mangiamo al volo e riprendiamo le moto, un giro al porto di Cefalù e poi in campeggio, e tutti di nuovo insieme in spiaggia, mentre io mi faccio una bella dormitina sull'amaca di Max.
Questa è l'ultima sera in campeggio, domani siamo di partenza, così decidiamo di andare a visitare la città e rimanere lì per cena.
Mentre passeggiamo tra i tanti negozi di ceramiche, ristoranti, bar ed enoteche, la più bella è stata una in uno dei vecchi palazzi del centro storico che praticamente aveva un balconcino che dava sul mare, in tramonto con dei colori spettacolari sembrava di guardare un quadro.
Intanto Massimo e Claudia rimangono a cena con il fratello e noi scegliamo il ristorantino sul lungomare, dopo cena riprendiamo la nostra passeggiata nei viottoli della città ma siamo tutti un po' lessi.
Così rimaniamo solo Luca, io, Marco, Betta e Max che ci vuole portare fino al belvedere, molto carino anche se niente si paragona a quello della bella Taormina.

Mercoledì 30 Agosto 
Sveglia, colazione e quasi tutti in spiaggia per l'ultima tintarella sicula, mentre Gianni comincia già a smontare la tenda e sistemare la moto per la partenza. Beh penso che ci avrà impiegato quasi tutta la mattina, era da film.
Io e marco usciamo a comprare le ultime cose e in giro incontriamo anche Luca. Mangiamo qualcosa e compriamo la cena per la sera, in nove avevamo deciso di mangiare insieme ma non in mensa come all'andata. Nel frattempo anche gli altri si organizzavano per il pranzo e la cena e ci ritroviamo tutti in campeggio, sono arrivati anche Mimmo e Dorina, il gruppo è di nuovo al completo.
Finiamo di preparare i bagagli e smontare le tende, una doccia e siamo pronti anche se a malincuore per la partenza. Ultimo tratto dell'autostrada prima di arrivare al porto di Palermo.
Prima di imbarcarci incontriamo il Presidente del Motoclub DUCATI  Palermo, un bel aperitivo e via.
Sistemiamo le moto, i bagagli e poi tutti sul pontile per la partenza e per goderci il tramonto tra foto di gruppo e qualche battuta. Siamo partiti e la nottata sarà un po' così molto arrangiata, ceniamo tutti insieme e continuiamo a vedere e rivedere le foto di quei 15 giorni insieme. Pian piano cominciamo ad organizzarci per la notte, ma c'è poco da fare il letto di casa è ancora tanto lontano.
Il mare era un po' mosso quella notte infatti Betta non si sentiva bene e io ci mancava poco.
Chi sulle poltrone, chi sui cuscini per terra ci riposiamo un po'. Sono le 6:30 - 7:00 e ci ritroviamo per fare colazione. Siamo quasi arrivati, la nostra vacanza è finita ma è stata un'esperienza almeno per me indimenticabile e piena di emozioni nuove, sia per tutto ciò che abbiamo conosciuto di nuovo e soprattutto per tutto quello che abbiamo condiviso insieme, un po' come una grande famiglia.