Il mio primo anno nel mondo dei motori

Allora eccoci qua. E' passato già un anno. Il mio primo anno da zavorrina e il mio primo, in assoluto, nel fantastico mondo delle due ruote. Io sono Smile75, all'anagrafe Raffaella. Non sarà sicuramente facile descrivere tutte le emozioni provate, le paure e le ansie, ma ci proverò. Tutto è iniziato circa 2 anni fa quando ho conosciuto il nostro Yoyo che mi ha fatto superare la paura delle due ruote perché come qualcuno già sa all'età di 17 anni ho avuto una brutta caduta per colpa di un "motociclista" che mi ha provocato una frattura al ginocchio e 9 mesi di gesso. Quindi capite bene che ero un po' dura al mezzo. Ma la vita a volte ti mette davanti a delle scelte e di scelte non ne avevo molte in quanto Yoyo di moto ne ha 3: Ninja Akira, e l'ultima arrivata Akirace, (capite? gli dà addirittura dei nomi!) ed è anche Consigliere di un Moto Club. Cosa avrei dovuto fare? Beh, quello che ho fatto, mettermi in sella, quella dietro naturalmente, e lasciarmi trasportare. E mi sono lasciata travolgere da tutto ciò che gira intorno alle 2 ruote, uscite, raduni, e motoraduni ma soprattutto le gare. Quest'ultima esperienza è stata il massimo dell'adrenalina. Vederle in TV hanno tutte un altro effetto perché non si vedono le persone che realmente sono dietro a questa disciplina. I Team Manager, i meccanici, i telemetristi, i preparatori, i piloti, tutto lo staff e i circuiti. Ma quanti ce ne sono? Tanti, e visti quasi tutti per seguire il Team Fm Moto dove Yoyo è reporter. Vallelunga, Mugello, Monza, Imola, Misano e per ognuna di loro c'è una storia. Vallelunga, il mio primo circuito, la mia prima intervista ai piloti, Cosimo Diviccaro e Marino Pavone (piloti dell' FM Moto Racing), la griglia di partenza, i box, il podio, gli applausi al team per la vincita, e la festa scarica-tensione dopo la gara. Mugello, tutta la pista girata con lo scooter del team, vedere i piloti piegare in curva, sorpassarsi e vincere. Monza, viaggio massacrante, praticamente un giorno in macchina. Dalla notte a mezzanotte del giorno dopo con rientro a casa alle 2 di notte. Ma ragazzi, lo rifarei ancora e ancora. Un circuito costruito in un parco di una villa. Un merchandising che fa spavento anche per la sua storia legata all'automobilismo per eccellenza. Imola, il ricordo che ho di questo circuito non è legato alle moto ma alla neve. Passavamo lì per caso perché ero curiosa di vedere questo tanto famoso circuito, di casa Ferrari, e per visitare la statua del compianto Ayrton Senna, ma per via della neve abbiamo deciso di fare altro. Entrammo proprio dentro il circuito, lato paddock, con la macchina. Scendemmo e salimmo sugli spalti, tutto questo a circuito chiuso. E alla fine come potevamo non giocare con la macchina sulla neve a sgommare? Troppo figo soprattutto perché eravamo intrusi, molto intrusi. Ed infine Misano che oltre ad averla vissuta come tifosa del Team anche per una bella sorpresa fatta a Yoyo per seguire la Sbk. La sorpresa è  stata anche mia nel vedere i miei  beniamini dal vivo. Il sabato prove dal prato la domenica le gare con giro nei paddock a cercare qua e là i piloti per un autografo o una foto con il simbolo del nostro MC. Toseland, Xaus, Scassa, Guintoli, Fabrizio, Vermuelen, il mio preferito Leon Haslam, con la sua faccetta da ragazzino e un sorriso a 40 denti, e tanti altri ancora. Siamo tornati a casa con la gioia nel cuore e con la faccia di Yoyo con un sorriso tipo paresi facciale. Sono state giornate indimenticabili, tatuaggi indelebili sulla pelle che consiglio a tutti di provare. Ci sarebbe tantissimo da scrivere, ma l'editore mi taglierebbe le gambe. Una riflessione; in tutto questo poco tempo vissuto intorno al mondo delle 2 ruote, aldilà della passione per una o per l'altra marca o piloti, ho visto e ammirato tutto lo straordinario lavoro che c'è dietro per portare lo spettacolo in giro per il mondo perché i veri protagonisti sono loro, molte volte senza  onorificenze. Tanti complimenti a tutti e Grazie per le emozioni che mi avete fatto vivere. Grazie Yoyo.

By Smile75