2° Edizione Di.Di. Day - Circuito di Vallelelunga - 28 marzo 2016


IL DDDAY di Giggi
Pasquetta. Un giorno che le persone comuni dedicano a quella che, una volta, a Roma era definita “la Romanata”. Si andava fuori città, ognuno portava qualcosa, da mangiare, da bere. Enormi tavolate, a volte con i parenti, più facilmente con gli amici, quasi sempre accompagnate dalla classica “gnagnarella”, che sembra che sia una costante, come la coratella coi carciofi.

Ma c’è anche chi decide di impiegare questo giorno dell’anno dedicandosi agli altri, più che a sé stesso. Lavorando per la solidarietà, per l’altruismo, per la generosità, con il sorriso sulle labbra, con l’emozione che spinge attraverso i pori della pelle, anche con una lacrimina data dalla commozione, da quella strana felicità interiore che solo poche situazioni sanno darti così prepotentemente, che ti da quegli strani sorrisi da idioti, che chi non vive non può capire.
Gli “Scoo”, così come amano chiamarsi gli appartenenti a questo fantastico motoclub, appartengono, in larga parte, a quella razza quasi estinta per cui, spesso e volentieri, il proprio tempo libero viene messo a disposizione proprio di queste situazioni. Era accaduto due anni fa, nella stessa occasione, ma era accaduto anche sulla piazza del Molo di Anguillara per mandare in bicicletta i bambini, accade ogni anno per la befana della solidarietà… e probabilmente accadrà ancora in tutte le situazioni che lo richiederanno.

Ogni volta che è partita la chiamata, la risposta è stata sempre forte, compatta. E così è accaduto anche l’altro giorno, quando tutti insieme abbiamo sperato che la maledetta pioggerellina “pasquettale” terminasse, quando abbiamo sentito Letizia Marchetti preoccupata per il tracciato che era bagnato, ed in alcuni punti, anche a detta degli altri, aveva delle caratteristiche di insidiosità che potevano mettere a repentaglio i nostri ragazzi. I ragazzi. Proprio loro. Con le loro carrozzine con le ruote in lega, oppure elettriche, oppure semplicissime. Con la loro spontaneità, la stessa che ha portato Maria Luisa, una delle nostre Biker, a rivolgersi al nostro Presidente con una tranquillità disarmante ma ugualmente divertente. Max aveva appena convocato la riunione organizzativa, e, parlando del più e del meno, ci aveva avvisato che “c’è una ragazza non vedente”. E lei, a pochi metri da lui, divertita, gli ha detto, di getto:- Certo, sono io! – La risata è scattata all’unisono per tutti quanti, marito compreso. Era la persona con cui Max dialogava prima, senza che nessuno si fosse accorto della sua patologia. Lei, Maria Luisa, non vedente. Che è salita su una moto con il suo casco personale con l’auricolare, e che durante il tragitto ha ricevuto continue indicazioni, dal pilota, su quello che stava accadendo: “Ora freno… ora accelero… sto piegando a destra… non posso dare troppo gas perché il fondo è bagnato.”

Come si fa a non amare un gruppo di persone così assolutamente diverse tra loro, per età, religione, pensiero politico, modo di fare, modo di frapporsi agli altri… ma che quando sente il profumo dell’uscita a due ruote, diventa un corpo solo, un’anima unica. Un gruppo che vive la solidarietà non come un obbligo, ma come una volontà personale di crescere, di elevarsi, di vivere una condizione in cui ci si rende conto della fortuna che si ha. Come quando, durante la presentazione della giornata, Alessandro, bolognese, uno dei protagonisti in carrozzina, ci ha raccontato la sua storia. Lavorava in una ambulanza e l’autista si è addormentato. E ora vivrà per sempre su una sedia a rotelle. Un destino che è difficile comprendere se sia stato infame, o se sia stato benevolo, vista la fortuna di essere vivo dopo aver fatto un frontale con un camion.
Quante storie come questa? Come Paolino, fa tiro con l’arco, tennistavolo e tutto quello che gli è possibile, che intorno ai vent’anni ha perso l’uso delle gambe proprio a causa di una motocicletta. E chissà quanti altri che potrebbero raccontarci storie incredibili. E che, nonostante tutto, sono lì, a voler vivere, a voler provare, a voler chiacchierare con tutti noi.
“io voglio andare con Letizia”. Massimo Mancini ci palesa chiaramente la sua preferenza sul pilota, Massimo è una persona assolutamente irresistibile, sempre con il sorriso a 32 denti sulle labbra, sempre divertito, sempre allegro. Anche grazie a persone come lui, lo stimolo si maggiora.
Ma il piacere rimane davvero collettivo, è la condivisione delle emozioni. Come quando, sia uomini che donne, passano per la “vestizione”. Accuratezza, sorrisi, aiuto fisico, gli ingredienti migliori portati al massimo della possibilità. Come quando li aiutiamo o li carichiamo letteralmente sulle moto, fissandoli con i ganci, i nastri e quant’altro, per far si che pilota e zainetto siano un corpo unico. E poi via, li vediamo andare, ognuno di noi con il pensiero “chissà come starà godendo adesso”.
Quando si ripensa ad una giornata del genere, non viene in mente la sveglia anticipata, l’organizzazione precedente, l’impegno fisico. Si ripensa molto di più a quella che è una enorme macchina organizzativa, fondata sullo spaventoso impegno dei due veri artefici di questo miracolo, Emiliano Malagoli e Chiara Valentini, ovvero il Di.Di., Diversamente Disabili. 

Sono loro che investono, cercano fondi, contattano le case motociclistiche, gli sponsor, i piloti, i fornitori, gli amici e quanti altri possano dare una mano alla loro causa. Da quel giorno d’inverno di due anni fa in cui ci incontrammo, a seguito di un fortuito incontro con una persona, quante cose sono passate sotto i ponti. Ricordo che mi parlarono proprio di questo ragazzo che aveva un disabilità e con il quale avremmo potuto incontrarci per una collaborazione. Detto a colazione, a pranzo ci siamo visti, io, lui e Max. E fu lì, due anni fa, che Max disse chiaramente:- Il mio sogno è quello, un giorno, di portare ragazzi disabili sulle moto.
Da quel giorno la collaborazione tra il Motoclub Scoordinati e la Diversamente Disabili è diventata ancora più viva, forte delle esperienze del passato, e della manifestazione di due anni fa.
In tutto questo, l’anima degli Scoo. Quella stessa anima che ha permesso di preparare, al termine dei giochi, una enorme tavola stracolma di cibo per tutti i gusti. E lì l’apprezzamento è stato enorme, non solo da chi aveva lavorato, ma dagli stessi protagonisti della giornata, che con i loro mezzi, o con i loro aiuti si sono avvicinati ammirando, una volta di più, quello che si è in grado di fare, all’interno di questo motoclub, quando decide di mettersi in movimento.
I pensieri salgono alla mente confusi perché sono tanti, uno sopra l’altro. Dalla mattina presto in cui pochi arditi hanno iniziato dando una mano al camion della Bridgestone per preparare l’accoglienza, alla pioggerellina rompiscatole che ha attirato su di se tanta attenzione tra i presenti. Irripetibili alcune espressioni a lei dirette, con varie terminologie e dissertazioni. Un freno, purtroppo, per tutte quele persone che fino all’ultimo sono state in dubbio se venire o meno. Ai numeri che abbiamo avuto, il tempo ha inferto un colpo abbastanza duro, se ci fosse stato il sole molte cose sarebbero state diverse, ma ugualmente, nonostante l’acqua, si è riusciti nell’intento, e con un risultato molto più che soddisfacente.

Poi le emozioni. Che nascono dalle frasi della giornata, quelle maggiormente ripetute. Che misura hai di calzoni? E di scarpe? Come posso aiutarti? Ti prendo in braccio così ti infilo la tuta! Prendi il casco e i guanti e andiamo!
La scena cambia, si va nel box che è adiacente alla pista…
Prendilo, legalo, occhio, parcheggia qua, c’è troppa gente ragazzi, andate sul muretto… mi fai una foto con Michel? Dov’è la sedia? A chi tocca adesso ragazzi? Forbici! Sistemiamogli i piedi! Sei emozionata?
Ma quanti siamo? C’è un po’ di casino, tanta gente, ma quanto è bello questo casino? La curiosità, la voglia di dare una mano. Ognuno si ritaglia uno spazio nel quale può fare qualcosa, dare una mano, permettere che tutto si possa svolgere nel migliore dei modi.
Personalmente, come due anni fa, in più di una occasione ho sentito fortissima la spinta lacrimare lavorare sugli occhi. I sorrisi, la contentezza, le braccia rivolte verso l’alto in segno di vittoria, e poi le foto, tante foto, una valanga di foto. In moto, con i parenti, con gli amici, con il casco, senza casco, con la tuta, in carrozzina, in piedi, con i piloti, con gli Scoo.
E poi la parata finale. Tutti in pista, tutti a voler testimoniare, con questa presenza, “io c’ero”. E la foto finale, tutti insieme… ah siamo troppi, è necessario girarci. Fino alla soluzione conclusiva, con la foto dall’alto. Lì ci si è resi conto che, nonostante la pioggia, eravamo ugualmente tanti.

L’atto finale di una bella manifestazione è anche il più triste, per certi versi. Lo smontaggio, la rimessa in ordine degli oggetti, lascia sempre un senso di vuoto. Più che mai l’ho percepito stamattina, quando sono tornato a Vallelunga a prendere i materiali che avevo messo a disposizione. In quell’enorme spazio non c’era più nulla, il TIR della Bridgestone era andato via, le moto chiuse nel box attendevano l’altro TIR, quello della Honda. Ripensando alla giornata precedente, quasi mi sembrava impossibile che solo poche ore prima ero là, con quella spettacolare marsina fosforescente, a ripetere “pronto?” dopo aver preso qualcuno in braccio per le gambe e per la schiena,
Personalmente, in un ipotetico percorso che fin dall’adolescenza mi accompagna nei confronti della disabilità, questo è un altro tassello, l’ennesima radice. Dopo la nazionale di basket per disabili mentali, dopo le collaborazioni con i down, dopo gli studi con gli epilettici e gli autistici, dopo le mie regolari frequentazioni con gli azzurri della nazionale di tiro con l’arco “para”, dopo le giornate con i ragazzi campioni d’italia e d’europa del Santa Lucia basket in carrozzina, ma soprattutto dopo i primi approcci, all’età di 20 anni, quando, per primi in Italia, nel 1980, portavamo nelle colonie per bambini disabilità gravissime, come lesioni cerebrali e paralisi quasi totali. E la soddisfazione che questo percorso prosegua, non solo, come già detto, grazie all’enorme impegno dei Di. Di, ma anche degli Scoo, mi emoziona. Il fatto che continui perché una banda di matti ubriaconi, folli di velocità e di due ruote, che impazziscono per le pieghe e gli scarichi, che modificano i propri mezzi da 300 all’ora solo per dargli bellezza, che vivono la moto con lo spirito di chi vuole godersi la vita, e vuole che la vita goda a lungo, è fantastico.
Grazie a voi ragazzi, a quello che sapete fare e che da sempre fate, al modo di dedicarvi alle persone e alla solidarietà, alla volontà di ognuno di voi di mettersi al servizio di chi ha più bisogno. Di chiunque si tratti.

Grazie Di.Di. Grazie Scoo.
By Giggi


IL DDDAY di Desmolauretta
"Neanche noi spettatori possiamo immaginare quanta forza ci sia in quei corpi fantastici, quanta leggiadria in quegli sguardi, quanta gioia e voglia di vita".
Beh nonostante questa sia la mia seconda esperienza al Di.Di. day devo dire che questi ragazzi non smetteranno mai di sorprendermi. La giornata non è delle migliori, il tempo non promette nulla di buono eppure nessuno si perde d'animo, dico nessuno soprattutto i ragazzi e le ragazze diversamente disabili che affollano con i loro sorrisi emozionati il gazebo delle iscrizioni....sì, emozionati come bambini con gli occhi pieni di luce e tanta voglia di salire su quell'attrezzo fantastico chiamata "moto". 

Li osservo e il mio sguardo cade automaticamente sulle ragazze perché sò che è di loro che mi dovrò occupare..."box 5, vestizione!" Cerco di capire la disabilità di ognuna di loro per una sorta di preoccupazione su come affrontare la situazione....No problem! Ci pensano loro e il gioco è fatto! Tutto viene naturale, che spettacolo che siete ragazze! Clarissa, Maria Luisa, Stefania, Alessandra, quello scricciolo taglia 38 di cui non ricordo il nome che non sapevamo proprio come vestire. Sono solo alcune delle meravigliose creature che abbiamo avuto il piacere di conoscere e aiutare. Ognuna con una diversa disabilità che ad un certo punto non vedevamo neanche più, tanto che mettendo lo stivaletto ad Alessandra, mi fa: "Laura tranquilla, me ne serve solo uno, la mia gamba la lascio appoggiata qui" ....cacchio, vestendola me ne ero completamente dimenticata! 
Sono felice, ho i piedi che mi fumano a forza di fare avanti e indietro tra il box 5 e il 6 dove era il vestiario, ma sono felice, felice di vederle felici. Poi la scricciola taglia 38 mentre cerco di infilarle un guanto mi fa: "guarda La, qui il guanto non posso metterlo perché non ho l'estensione delle dita" ed io: "Sì ho capito tesoro, eventualmente ti chiudo la manica con il nastro adesivo almeno non senti freddo" e lei: "No La non hai capito....non sento un cazzoooo su sta manooooo" e scoppiamo a ridere!
Con questo vi ho detto tutto!!!
Ringrazio veramente tutti per averci dato questa opportunità per la seconda volta, sono fiera di questo grandissimo nostro gruppo che di scoordinato ha solo il nome. Se ho scritto qualche cazzata perdonatemi ma sono quasi le tre di notte! 
Arrivederci al prossimo anno amici...noi ci saremo!!! 
By Desmolauretta



IL DDDAY di Turan
Asfalto, cielo grigio, freddo invernale, vento sferzante e pioggia.
Atmosfera silenziosa, pochi motori e pochi terminali a rombare.
C'erano tutti gli ingredienti per dire "ok, ci abbiamo provato ma non è andata".
E, invece, tutti noi siamo rimasti e la giornata ha avuto il suo giusto svolgimento.
Grazie a tutti i soci del Moto Club per essersi prodigati in ogni mansione richiesta e grazie ai Di. Di. per aver voluto collaborare nuovamente con noi.
Un grazie di cuore poi va a tutti i piloti che, con pista bagnata e gomme da asciutto, si sono presi la responsabilità di girare, credo non sia stato facile.

Ai partecipanti dico che siete dei pazzi scatenati, riuscite ad affidarvi completamente, a pensare davvero "o la va o la spacca" e credo che questo sia il vero coraggio: farsi prendere per mano e lasciarsi andare per vivere le emozioni che la vita ci mette davanti e andarsele pure a cercare, magari partendo da sola da Macerata, con indosso un cappellino giallo che profuma di gioia e vita vissuta.
Grazie per il vostro coraggio, i vostri sorrisi e alla "forza di crederci sempre"
By Turan


IL DDDAY di fre3dom59
Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare….
…ho visto coraggio …ho visto gioia …ho visto stupore …ho visto condivisione …ho visto solidarietà …ho visto occhi lucidi ed occhi radiosi …ho visto figli orgogliosi dei padri e padri orgogliosi dei figli …ho visto chi vede cose dagli occhi dell’Anima …ho visto che sono un uomo piccolo di fronte alla grandezza del cuore
….ho visto Amore ….per la Vita ...per la passione di un vento che scuote capelli ed arrossa gli occhi
…ed io non so fare altro che dirmi FELICE di aver vissuto con tutte e tutti i protagonisti questa speciale Pasquetta…
By fre3dom59


IL DDDAY di MaxPresident
Ancora una volta il binomio Onlus Di Di Diversamente Disabili ed il Motoclub Scoordinati insieme per una grande manifestazione... 
Ieri nella giornata di Pasquetta, nell'autodromo di Vallelunga si è svolta la seconda edizione del D D DAY, dove ha visto portare nella pista suddetta circa 30 disabili in moto con dei piloti del calibro di Michel Fabrizio, uno dei piloti italiani più forti nel panorama mondiale della Superbike Gianluca Nannelli con un trascorso ai vertici del mondiale Superbike, Vinicio Bogani la bellissima e fortissima Letizia Marchetti, il giovane Davide Stirpe, Giancarlo Falappa, che non ha voluto assolutamente mancare a questa iniziativa e tanti altri come Genesio Bevilacqua eneral Manager dell’Althea BMW Racing Team. Ma c'erano SOPRATUTTO LORO .. I ragazzi Disabili che con i loro sorrisi, ci hanno fatto affrontare la giornata uggiosa di ieri come se era una domenica d'estate con un sole bellissimo.. Ci hanno regalato molto con la loro voglia di non mollare e di provare ancora l'ebrezza di avere il vento in faccia... 

Grazie ancora ad Emiliano Malagoli Presidente dell' Onlus DD Diversamente Disabili ed a Chiara Valentini per averci dato ancora una volta fiducia a tutti noi come Moto Club Scoordinati, due associazione che sono sempre più una realtà del Comune di Anguillara Sabazia, dove il motociclista non è solo rumore, frastuono, fastidio, brutto, rozzo e cattivo, ma anche tanto cuore e solidarietà...
Fiero ed onorato di essere il presidente di questo meraviglioso gruppo...
By MaxPresident


IL DDDAY di Valerio RGV
Primo D.D. Day della mia vita, l'ho voluto e sono riuscito ad essere presente e anche attivamente!
E' stata una prova della quale mai me ne dimenticherò dove ho dato ma soprattutto ricevuto molto da quelle fantastiche persone! Mentre ero li ho riflettuto molto su quello che è a volte la vita e su quello che riserva.
Personalmente per una mia situazione personale sono un sopravvissuto e per questo sono riuscito a vedere le cose con un occhio già calcolato, ma nonostante questo 
il confronto con alcuni di loro che ho avuto l'onore e la gioia di intutare è stato molto educativo ed emozionante.
La cosa curiosa che ho notato è stata che erano loro i tranquilli che mettevano a proprio agio noi!!
E questo è tutto un dire! non nego che quando i primi sono iniziati ad entrare in pista ho dovuto trattenere con forza delle lacrime misto emozione/gioia!
Rifarei tutto ancora tante volte e sapendo in prima persona che emozioni si provano a passare tra quei cordoli sono stato fiero e orgoglioso di aver collaborato affinchè questi ragazzi fantastici lo abbiano provato anche loro!!
Grazie scoordinati, grazie Maximiliano President Vitto!!
By Valerio RGV


IL DDDAY di Frandrok Ong
Cosa dire che non sia stato già detto sul Di.Di.Day.. È un evento che scuote a 360°, la passione che unisce oltre i confini, oltre i limiti che il più delle volte non sono quelli fisici. Questa simbiosi tra "fratelli sconosciuti", i motociclisti, dovrebbe far comprendere che bisogna far bene "l'essere umano" e che basta poco a diffondere felicità quando ricevi e doni un sorriso. Un grazie a tutti i professionisti ed a tutti i volontari che hanno reso possibile una bella giornata come questa. Grazie soprattutto a Emiliano e Chiara nel renderci partecipi di questa rivoluzione.
By Frandrok Ong